{"id":10069,"date":"2023-11-24T09:40:49","date_gmt":"2023-11-24T08:40:49","guid":{"rendered":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/article\/il-vicolo-cieco-di-israele\/"},"modified":"2024-04-23T21:08:05","modified_gmt":"2024-04-23T19:08:05","slug":"il-vicolo-cieco-di-israele","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/article\/il-vicolo-cieco-di-israele\/","title":{"rendered":"Il vicolo cieco di Israele"},"content":{"rendered":"\n<p>La Bibbia ha molto da dire sul significato fatale del cambiamento delle alleanze militari nella piccola striscia di terra tra il Mediterraneo e il fiume Giordano. Nel corso della storia biblica, tutte le societ\u00e0 costruite su di essa sono state caratterizzate dalla necessit\u00e0 di allearsi con una o l&#8217;altra delle civilt\u00e0 molto pi\u00f9 grandi, potenti e spesso in competizione tra loro.<\/p>\n\n<p>I profeti, che si accorsero di come nessuna di queste alleanze potesse impedire le ricorrenti conquiste, concepirono l&#8217;idea innovativa di una societ\u00e0 basata sulla giustizia dei deboli contro il potere dei forti. O, per usare una terminologia contemporanea, soft power contro hard power.<\/p>\n\n<p>Guai a chi scende in Egitto per chiedere aiuto! Si affidano ai cavalli, confidano nel numero dei carri e nella grande moltitudine dei combattenti dei carri&#8221;, ammonisce Isaia ai re di Gerusalemme. Invece: &#8216;Per diritto sar\u00e0 salvata Sion, per giustizia coloro che vi abitano&#8217;.<\/p>\n\n<p>In un certo senso, la profezia di Isaia si \u00e8 avverata. Ci\u00f2 che rimase quando un regno biblico dopo l&#8217;altro fu distrutto fu un popolo &#8211; Israele, se volete. Nell'&#8221;espropriazione&#8221; o &#8220;diaspora&#8221;, il popolo israeliano potrebbe esistere e sviluppare una cultura ebraica occasionalmente fiorente senza fare affidamento su carri e combattenti di carri. Anche al momento della distruzione del Secondo Tempio, un numero maggiore di ebrei viveva altrove che nella piccola striscia di terra tra il mare e il fiume.<\/p>\n\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.eurozine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Damage_in_Gaza_Strip_during_the_October_2023_-_33-1024x731.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"731\" srcset=\"https:\/\/www.eurozine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Damage_in_Gaza_Strip_during_the_October_2023_-_33-1024x731.jpg 1024w, https:\/\/www.eurozine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Damage_in_Gaza_Strip_during_the_October_2023_-_33-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.eurozine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Damage_in_Gaza_Strip_during_the_October_2023_-_33-768x548.jpg 768w, https:\/\/www.eurozine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Damage_in_Gaza_Strip_during_the_October_2023_-_33.jpg 1280w\"\/><\/p>\n\n<p id=\"caption-attachment-30104\">Palestinesi ispezionano i danni a seguito di un attacco aereo israeliano sull&#8217;aera di El-Remal, a Gaza City, il 9 ottobre 2023. Foto di Naaman Omar apaimages Fonte: <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Damage_in_Gaza_Strip_during_the_October_2023_-_33.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n\n<p>Nel corso della storia biblica, il potere duro non \u00e8 mai stato l&#8217;arma migliore di Israele. Non lo \u00e8 ancora nella storia che si scrive oggi.<\/p>\n\n<p>Da tempo la superiorit\u00e0 militare di Israele non si traduce in vantaggi strategici. Sin dalla sfortunata invasione del Libano nel 1982 (che port\u00f2 al massacro dei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila), le guerre di Israele sono costate pi\u00f9 di quanto abbiano fruttato. La guerra in Libano dell&#8217;estate 2006 non ha distrutto Hezbollah come previsto, ma lo ha rafforzato. La guerra a Gaza, sei mesi dopo, non ha distrutto Hamas come previsto, ma lo ha rafforzato. Da allora, ogni nuova guerra per spazzare via Hamas (2008, 2012, 2014) &#8211; &#8220;falciare il prato&#8221;, come \u00e8 stato definito &#8211; non ha fatto altro che rafforzarlo.<\/p>\n\n<p>L&#8217;attuale guerra, che dovrebbe spazzare via Hamas &#8220;una volta per tutte&#8221;, non spazzer\u00e0 via nulla &#8220;una volta per tutte&#8221;. E soprattutto il fatto che Israele si trova in una stretta striscia di terra tra il mare e il fiume, circondato da imperi pi\u00f9 grandi e potenzialmente pi\u00f9 potenti. N\u00e9 il fatto che, per quanto ben armato e fortificato, Israele nella sua attuale incarnazione si affida per la sua sopravvivenza ad alleanze con potenze maggiori &#8211; dal 1967 con gli Stati Uniti.<\/p>\n\n<p>Impelagato in un&#8217;ennesima guerra senza fine e senza obiettivi sostenibili, una guerra che porta con s\u00e9 pi\u00f9 morte e distruzione che mai, dovrebbe ormai essere chiaro a Israele che nessun numero di carri assicurer\u00e0 la sua esistenza &#8220;una volta per tutte&#8221;. Con l&#8217;ennesimo terremoto geopolitico in atto, Israele dovrebbe rendersi conto che deve fare un altro tentativo &#8211; anche se tardivo &#8211; di quel tipo di potere che Isaia auspicava: un tentativo di portare la pace e la riconciliazione tra i due popoli su quella stretta striscia di terra, sulla base della giustizia e della rettitudine.<\/p>\n\n<p>L&#8217;accordo di Oslo del 1993 tra Israele e l&#8217;OLP \u00e8 stato uno di questi tentativi. Per un breve momento \u00e8 sembrato che la stretta di mano ad alto livello tra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat sarebbe stata seguita da migliaia e migliaia di strette di mano sul terreno, che avrebbero portato a una divisione reciprocamente concordata della terra in due Stati che vivono pacificamente fianco a fianco.<\/p>\n\n<p>Tendo a credere che siano stati la rivolta palestinese del 1987 e i missili di Saddam Hussein su Tel Aviv nel 1991 a far s\u00ec che Yitzhak Rabin, ex comandante in capo e militare integralista, prendesse coscienza dei limiti strategici della superiorit\u00e0 militare di Israele. Rabin arriv\u00f2 a considerare la pace e la riconciliazione con i palestinesi come una necessit\u00e0 strategica. Ma fu assassinato dal suo stesso popolo e la necessit\u00e0 strategica lasci\u00f2 il posto a un altro periodo di arroganza strategica e a una politica di occupazione e insediamento sempre pi\u00f9 aggressiva. Un popolo ha continuato a dominare militarmente sull&#8217;altro e, creando &#8220;fatti sul terreno&#8221;, uno Stato ha continuato a colonizzare le basi territoriali di quello che avrebbe potuto essere l&#8217;altro.<\/p>\n\n<p>Nei decenni successivi, Israele si \u00e8 detto che il problema strategico era stato risolto, che lo Stato su quella piccola striscia di terra poteva continuare a vivere per sempre come potenza occupante e Stato di apartheid de facto. I palestinesi erano troppo deboli e divisi per far valere la loro causa, mentre la sua superiorit\u00e0 militare era sufficiente a reprimere qualsiasi rivolta e a scoraggiare qualsiasi nemico regionale. Negli ultimi anni, Israele ha persino iniziato a pensare che, stringendo alleanze con i governanti autocratici del mondo arabo, avrebbe potuto consegnare la causa palestinese alla pattumiera della storia.<\/p>\n\n<p>Per troppo tempo, Israele ha vissuto in un&#8217;abnegazione strategica. Questo \u00e8 diventato fin troppo evidente la mattina del 7 ottobre 2023, quando Hamas, con la violazione del confine &#8220;sicuro&#8221; tra Gaza e Israele e il massacro simile a un pogrom di circa 1200 ignari uomini, donne e bambini israeliani, ha sferrato una perfetta pugnalata al cuore dello Stato di Israele &#8211; e degli ebrei di tutto il mondo. Non si \u00e8 trattato solo di uno dei pi\u00f9 micidiali pogrom a memoria d&#8217;uomo (Olocausto a parte), ma di un massacro di ebrei perpetrato proprio nello Stato che storicamente aveva giustificato la sua esistenza e le sue politiche con il fatto di essere un rifugio per gli ebrei.<\/p>\n\n<p>Se l&#8217;intenzione di Hamas era quella di risvegliare i demoni storici del mondo ebraico e provocare Israele in una risposta militare di proporzioni tali da scatenare un terremoto geopolitico, questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che i suoi attacchi del 7 ottobre hanno ottenuto. Se Hamas sperava di scatenare una devastante conflagrazione regionale che avrebbe messo irrimediabilmente fine alla possibilit\u00e0 di pace e riconciliazione tra i popoli tra il mare e il fiume, \u00e8 esattamente quello che ha fatto.<\/p>\n\n<p>L&#8217;obiettivo di Israele di sradicare Hamas &#8220;una volta per tutte&#8221; con una campagna militare devastante \u00e8, ovviamente, altrettanto illusorio di quello di Hamas di lanciare la &#8220;liberazione&#8221; della Palestina &#8220;dal fiume al mare&#8221; con un terrificante attacco terroristico. Tuttavia, le illusioni possono avere conseguenze reali e terribili. Indipendentemente da come finir\u00e0 la guerra (questa volta), le vulnerabilit\u00e0 esistenziali e le debolezze strategiche di Israele sono state esposte come mai prima d&#8217;ora. Hamas, da parte sua, \u00e8 riuscito a provocare un&#8217;altra catastrofe, un&#8217;altra Nakba, sul suo stesso popolo, con l&#8217;intenzione di far esplodere gli ultimi resti della strada, gi\u00e0 di per s\u00e9 troppo lunga, verso la pace e la riconciliazione.<\/p>\n\n<p>In questo senso, Hamas ha gi\u00e0 vinto. Israele, con la sua risposta sproporzionata e umanamente disastrosa, ha continuato ad agire secondo una strategia moralmente e geopoliticamente insostenibile: i palestinesi devono essere soppressi per sempre e, se necessario, espulsi dalla loro terra.<\/p>\n\n<p>L&#8217;insostenibilit\u00e0 non solo morale ma anche geopolitica di una strategia basata sulla sola superiorit\u00e0 militare \u00e8 evidente da tempo. Ci\u00f2 di cui Isaia aveva messo in guardia e da cui Yitzhak Rabin aveva cercato di trarre conclusioni politiche, avrebbe dovuto essere chiaro, se non prima, da quando gli Stati Uniti, protettori militari di Israele, hanno dimostrato (in Afghanistan e in Iraq) la loro incapacit\u00e0 di proiettare il potere nella regione con mezzi militari. Oggi ci sono pochissime prove che questo sia cambiato. Al contrario, molti segnali indicano che gli Stati Uniti si stanno dirigendo verso un periodo di incertezza interna e di inaffidabilit\u00e0 esterna.<\/p>\n\n<p>Indipendentemente da quanto Hamas sar\u00e0 spazzato via questa volta, da quanto Gaza sar\u00e0 rasa al suolo e da quante migliaia di palestinesi saranno uccisi o cacciati dalle loro case, l&#8217;orribile attacco di Hamas segna la fine di una dottrina di sicurezza israeliana costruita sull&#8217;arroganza politico-militare e sull&#8217;autoinganno strategico.<\/p>\n\n<p><em>Ein brira<\/em>, nessuna scelta, \u00e8 un&#8217;espressione ebraica associata al mito fondante secondo cui Israele non ha mai avuto un&#8217;alternativa, che le forze della storia e le condizioni della geopolitica hanno posto il giovane Stato di fronte a un&#8217;unica strada da percorrere.<\/p>\n\n<p>Naturalmente questo non \u00e8 vero. Nella storia di Israele ci sono state molte scelte non fatte e molte strade non percorse. Non sappiamo dove possano aver portato. Ma sappiamo che le strade intraprese hanno portato Israele in un vicolo cieco. La sua vulnerabilit\u00e0 geopolitica \u00e8 aumentata costantemente, la sua capacit\u00e0 di garantire la sicurezza attraverso la supremazia militare \u00e8 diminuita costantemente e le fragili condizioni per la pace e la riconciliazione tra i popoli che vivono sulla terra tra il mare e il fiume sono state costantemente erose.<\/p>\n\n<p>La pi\u00f9 bella profezia di Isaia suona ora pi\u00f9 utopica che mai:<\/p>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Perch\u00e9 da Sion sar\u00e0 proclamata la Legge,<br\/>da Gerusalemme la parola del Signore.<br\/>Egli giudicher\u00e0 tra le nazioni,<br\/>amministrare la giustizia tra tutti i popoli.<br\/>Forgeranno le loro spade in vomeri,<br\/>e le loro lance in coltelli da vigna.<br\/>La nazione non alzer\u00e0 la spada contro la nazione,<br\/>non impareranno pi\u00f9 la guerra.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La risposta devastante di Israele agli attacchi di Hamas si basa sull&#8217;insostenibile convinzione che la supremazia militare si traduca in un vantaggio strategico e che la sicurezza possa essere garantita solo reprimendo permanentemente i palestinesi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8581,"parent":0,"template":"","tags":[],"displeu_category":[],"class_list":["post-10069","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/10069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8581"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10069"},{"taxonomy":"displeu_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/displeu_category?post=10069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}