{"id":10436,"date":"2023-12-04T12:39:47","date_gmt":"2023-12-04T11:39:47","guid":{"rendered":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/article\/evasione-fiscale-ricchezza-e-monopolio-del-gusto\/"},"modified":"2024-06-24T22:16:19","modified_gmt":"2024-06-24T20:16:19","slug":"evasione-fiscale-ricchezza-e-monopolio-del-gusto","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/article\/evasione-fiscale-ricchezza-e-monopolio-del-gusto\/","title":{"rendered":"Evasione fiscale, ricchezza e monopolio del gusto"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un trilione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Non solo il&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/disequalities-poverty-spreads-europe-wealth-still-tax-free\/\">capitale \u00e8 meno tassato del lavoro salariato<\/a>, ma evade anche abbastanza facilmente la tassazione.&nbsp;<strong>Un trilione di dollari, circa 950 miliardi di euro<\/strong>&nbsp;\u00e8 la quota dei profitti &#8211; da un totale di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.alternatives-economiques.fr\/lutte-contre-paradis-fiscaux-progres-regrets-projets\/00108447\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">16 trilioni<\/a>&nbsp;&#8211; che le grandi societ\u00e0 globali hanno trasferito nei paradisi fiscali nel 2022. Si tratta di depositi bancari, azioni e altri titoli non dichiarati nei rispettivi Paesi. La somma appena immaginabile,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/economie\/article\/2023\/10\/22\/entreprises-la-grande-evasion-fiscale-continue_6196011_3234.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><em>Le Monde<\/em><\/strong><\/a>&nbsp;ci dice, equivale al PIL di&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/belgium-it\/\">Belgio<\/a>&nbsp;e&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/denmark-it\/\">Danimarca<\/a>&nbsp;&#8211; messi insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cifre provengono dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.taxobservatory.eu\/\/www-site\/uploads\/2023\/10\/global_tax_evasion_report_24.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Rapporto globale sull&#8217;evasione fiscale<\/a>&nbsp;pubblicato il 23 ottobre dall&nbsp;<strong>Osservatorio fiscale dell&#8217;UE<\/strong>. La situazione \u00e8 infatti migliorata: &#8220;Negli ultimi vent&#8217;anni, la ricchezza nascosta nei paradisi fiscali \u00e8 scesa dall&#8217;equivalente del 9% del PIL mondiale al 3%&#8221;, &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.alternatives-economiques.fr\/5-graphiques-prendre-mesure-de-levitement-fiscal\/00108479\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">spiega<\/a>&nbsp;il mensile francese&nbsp;<strong><em>Alternatives \u00e9conomiques<\/em><\/strong>. In Europa, sono i&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/netherlands-en\/\">Paesi Bassi<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/ireland\/\">Irlanda<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/luxembourg-it\/\">Lussemburgo<\/a>&nbsp;e il Belgio che, insieme, mettono al riparo circa la met\u00e0 di questi profitti &#8220;evasi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gender Gap: lavoro, media e povert\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<a href=\"https:\/\/wid.world\/wid-world\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>World Inequality Lab<\/strong><\/a>, incrociando i dati di varie fonti, spiega che all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 le donne guadagnavano circa il 30% del reddito globale da lavoro. Questa cifra \u00e8 ora salita al 35%, ma il 50% \u00e8 ancora lontano. Che cos&#8217;\u00e8 il &#8220;reddito globale&#8221;? I ricercatori che hanno lavorato al rapporto (<a href=\"https:\/\/wid.world\/document\/half-the-sky-the-female-labor-income-share-in-a-global-perspective-world-inequality-lab-working-paper-2021-22\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">versione integrale qui<\/a>) lo considerano la somma dei redditi da lavoro, dipendente e non, su base nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel consumo di notizie online &#8220;il divario di genere [nell&#8217;UE] era di 14,5 punti percentuali (57,2 contro 42,7%) nel maggio 2023&#8221;, spiega un&#8217;analisi di <a href=\"https:\/\/thefix.media\/2023\/9\/27\/mind-the-gap-strategies-to-overcome-the-gender-news-consumption-gap\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><em>The Fix Media<\/em><\/strong><\/a> dei dati di 661 fornitori di notizie online nei Paesi dell&#8217;UE. The Fix incrocia questi dati con un&#8217;osservazione contenuta nel <a href=\"https:\/\/reutersinstitute.politics.ox.ac.uk\/digital-news-report\/2023\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Digital News Report<\/strong><\/a> di Reuters, ovvero che le notizie sono strutturalmente concepite per essere consumate in base al genere: l&#8217;idea che un uomo legga il giornale mentre fa colazione, mentre le donne dovrebbero guardare la TV o ascoltare la radio.<\/p>\n\n\n\n<p> Il disinteresse per le questioni femminili costa la salute, la felicit\u00e0 e l&#8217;emancipazione di 340 milioni di donne, circa l&#8217;8% della popolazione femminile mondiale. Questo dato emerge dall&#8217;ultimo rapporto delle Nazioni Unite&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.un.org\/sustainabledevelopment\/blog\/2023\/09\/press-release-the-world-is-failing-girls-and-women-according-to-new-un-report\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>The Gender Snapshot 2023<\/strong><\/a>. Particolare attenzione viene data a una categoria che \u00e8 stata completamente abbandonata: le donne &#8220;anziane&#8221;. In 28 dei 116 Paesi per i quali sono disponibili dati, meno della met\u00e0 ha una pensione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una donna a capo del pi\u00f9 grande sindacato metalmeccanico tedesco<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Christiane Benner \u00e8 stata eletta a capo dell&#8217;IG Metall, il pi\u00f9 grande sindacato dell&#8217;industria metallurgica al mondo,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/germanys-largest-trade-union-elects-first-ever-female-chair\/a-67188272?at_medium=Newsletter&amp;at_campaign=Berlin+Briefing&amp;at_dw_language=en&amp;at_number=20231024\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">report<\/a>&nbsp;della Germania&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/it\/source\/deutsche-welle\/\"><strong><em>Deutsche Welle<\/em><\/strong><\/a>. L&#8217;IG Metall, di cui solo il 20% dei membri sono donne, su un totale di oltre 2,2 milioni di iscritti, non \u00e8 il primo a essere guidato da una donna in Germania. Yasmin Fahimi \u00e8 stata eletta per il Deutsche Gewerkschaftsbund e&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/economie\/article\/2022\/10\/29\/daniela-cavallo-syndicaliste-en-chef-de-l-empire-volkswagen_6147872_3234.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Daniela Cavallo<\/a>&nbsp;dirige il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/economie\/article\/2022\/10\/29\/daniela-cavallo-syndicaliste-en-chef-de-l-empire-volkswagen_6147872_3234.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Betriebsrat<\/a>, il consiglio di rappresentanza dei lavoratori della Volkswagen.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Mangiare i ricchi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p> Ricchezza e povert\u00e0 sono una questione molto reale, ancorata a numeri, condizioni di vita e abitudini. Sono anche una questione di simbolismo e rappresentazione. La cultura alimentare ne \u00e8 un buon esempio. &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ladn.eu\/nouveaux-usages\/he-les-pauvres-vous-pouvez-pas-apprendre-a-preparer-un-curry-vege-au-lieu-de-vous-enfiler-des-surgeles-degueulasses\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ehi poveri, non potete imparare a cucinare un curry vegano invece di rimpinzarvi di disgustosi pasti surgelati? <\/a>&#8221; si legge nel titolo della rivista francese ADN, in un&#8217;intervista al giornalista&nbsp;<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Nora_Bouazzouni\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Nora Bouazzouni<\/a>&nbsp;a proposito del suo ultimo libro,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.decitre.fr\/livres\/mangez-les-riches-9782490698806.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Mangez les riches<\/em><\/a>&nbsp;(&#8220;Mangiare i ricchi&#8221;, pubblicato da Nouriturfu). Bouazzouni ha precedentemente esplorato il rapporto tra cibo e rappresentazione, in particolare il legame tra fame e sessismo e tra consumo di carne e mascolinit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli Stati Uniti, le persone con un reddito pi\u00f9 elevato vivono in media tra i 10 e i 14 anni in pi\u00f9 rispetto a quelle che si trovano in fondo alla scala dei redditi. L&#8217;obesit\u00e0, le malattie croniche come il cancro, il diabete e i problemi cardiovascolari colpiscono in modo sproporzionato le classi meno privilegiate. La risposta \u00e8 spesso la presunzione di incompetenza: i poveri vengono incolpati della loro cattiva salute &#8211; &#8220;Perch\u00e9 non mangiano meglio? Perch\u00e9 non fanno esercizio fisico?&#8221;. &#8211; quando, da un punto di vista politico, dovrebbe essere vista come un &#8220;fallimento sistemico delle nostre societ\u00e0&#8221;.\n\n\n\n<p>Di fronte all&#8217;inflazione, alle classi inferiori viene detto come risparmiare &#8211; &#8220;rich-splaining&#8221; &#8211; invece di intraprendere un&#8217;azione politica per proteggere e migliorare i salari e le condizioni. Quando si tratta di cibo, si distribuiscono buoni pasto e si danno giudizi: &#8220;Tolleriamo che i critici gastronomici testino le 25 migliori pasticcerie di Parigi, mentre i poveri che danno ai loro figli Kinder Bueno o barrette Twix vengono stigmatizzati&#8221;. Anche il capitale culinario \u00e8 diseguale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Anche il lavoro non documentato paga: il costo umano delle Olimpiadi del 2024<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p> In nero o sotto contratto, spesso sotto falso nome, i lavoratori immigrati senza documenti trovano un modo per lavorare. Molti di loro si trovano nei cantieri per i Giochi Olimpici del 2024, un evento che la Francia spera di celebrare in pompa magna. Il 17 ottobre questi lavoratori hanno scioperato,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.mediapart.fr\/journal\/economie-et-social\/171023\/paris-les-ouvriers-sans-papiers-des-jeux-olympiques-en-greve-pour-leur-regularisation\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">report<\/a>&nbsp;<strong>Nejma Brahim<\/strong>in&nbsp;<strong><em>Mediapart<\/em><\/strong>: 600 lavoratori, accompagnati da sindacati e associazioni, hanno occupato uno dei cantieri olimpici per chiedere la regolarizzazione. Solo nella regione di Parigi, negli ultimi mesi una trentina di aziende sono state interessate da proteste di questo tipo. Il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.la-croix.com\/france\/Immigration-sans-papiers-travaillent-pourtant-France-annees-2023-09-12-1201282412\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">fenomeno<\/a>&nbsp;tocca tutti i settori, in particolare l&#8217;edilizia, la ristorazione e la logistica, e non solo in vista delle Olimpiadi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sull&#8217;autonomia corporea delle donne&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/international\/article\/2023\/10\/04\/au-groenland-les-victimes-de-la-campagne-du-sterilet-demandent-justice_6192287_3210.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>In Groenlandia, le vittime della &#8220;campagna delle bobine&#8221; chiedono giustizia<\/strong><\/a>&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Anne-Fran\u00e7oise Hivert |&nbsp;<em>Le Monde<\/em>&nbsp;| FR e EN (paywall)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una storia che sembra uscita da una serie televisiva distopica. Alla fine degli anni Sessanta, medici danesi impiantarono bobine intrauterine in met\u00e0 delle donne groenlandesi in et\u00e0 fertile (dai 13 o 14 anni in su), spesso senza consenso. L&#8217;obiettivo era ridurre il tasso di natalit\u00e0 dell&#8217;arcipelago. 67 donne hanno ora scritto al governo danese per chiedere giustizia.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/voxfeminae.net\/vijesti\/faktiv-priziv-savjesti-i-cijena-pobacaja-otezavaju-pristup-javnom-zdravlju\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Aborto in Croazia<\/strong><\/a><\/h2>\n\n\n\n<p><strong><em>VoxFeminae<\/em>&nbsp;| 3 ottobre | HR&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il media croato femminista&nbsp;<em>VoxFeminae<\/em>&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxfeminae.net\/vijesti\/faktiv-priziv-savjesti-i-cijena-pobacaja-otezavaju-pristup-javnom-zdravlju\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">riporta<\/a>&nbsp;i dati raccolti dal collettivo femminista croato&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/fAKTIV\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>fAKTIV<\/em><\/a>&nbsp;per verificare quanto sia accessibile l&#8217;aborto in&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/croatia-\/\">Croazia<\/a>. La precedente indagine di questo tipo era stata condotta nel bel mezzo della pandemia di Covid-19, nell&#8217;aprile del 2020. La fAKTIV ha sottoposto le domande alle 30 strutture autorizzate a praticare aborti nel Paese. Da alcuni non ha ricevuto risposte, da altri le risposte sono state vaghe. L&#8217;aborto sembra essere accessibile solo in 14 strutture. I dati sono stati poi incrociati con il numero di obiettori di coscienza e con il fatto che molte strutture che non praticano l&#8217;aborto si trovano nelle aree pi\u00f9 povere del Paese. VoxFeminae sottolinea anche un altro dato fondamentale: il prezzo medio di una procedura di interruzione di gravidanza \u00e8 pari alla met\u00e0 dello stipendio mensile medio croato, che si aggira intorno ai 560 euro.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/oko.press\/aborcyjny-dream-team-po-pierwsze-dekryminalizacja-czyli-usuniecie-aborcji-z-kodeksu-karnego\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Abortion Dream Team: depenalizzazione<\/strong><\/a><\/h2>\n\n\n\n<p><strong><em>OKO.press<\/em>&nbsp;l&nbsp; 25 ottobre l PL<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Abortion_Dream_Team\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Abortion Dream Team<\/a> \u00e8 un gruppo polacco fondato nel 2016 che sostiene attivamente le donne che vogliono abortire. In un testo pubblicato su <a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/source\/oko-press\/\"><em>OKO.press<\/em><\/a>, attaccano una questione chiave nel dibattito sull&#8217;aborto: L&#8217;articolo 152 del Codice penale, che punisce chi assiste nel procurare o praticare l&#8217;aborto. &#8220;Vogliamo che ogni adolescente vittima di una gravidanza indesiderata possa contare sul sostegno dei genitori&#8221;, scrivono. Decine di madri vengono sanzionate ogni anno in <a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/poland\/\">Polonia<\/a> per il loro gesto umano e solidale: aiutare la figlia a interrompere una gravidanza indesiderata.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>&#8211; <a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/guest_author\/francesca-barca-2\/\">Francesca Barca<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Tradotto da <a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/author\/ciaranl\/\">Ciar\u00e1n Lawless<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una rassegna stampa prodotta in collaborazione con Display Europe, che racconta la societ\u00e0 europea attraverso il filtro delle disuguaglianze, di genere, di reddito, di assistenza, di lavoro e altro ancora. Questo mese parliamo di evasione fiscale da parte delle multinazionali, del divario di genere nel lavoro e nei media, di aborto e di cultura alimentare.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10409,"parent":0,"template":"","tags":[],"displeu_category":[],"class_list":["post-10436","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/10436","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10436"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10436"},{"taxonomy":"displeu_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/displeu_category?post=10436"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}