{"id":23982,"date":"2023-12-08T13:23:20","date_gmt":"2023-12-08T12:23:20","guid":{"rendered":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/?post_type=article&#038;p=23982"},"modified":"2024-02-25T14:40:11","modified_gmt":"2024-02-25T13:40:11","slug":"buras-allopposizione-il-pis-non-avra-freni-per-usare-la-carta-anti-ucraina","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/article\/buras-allopposizione-il-pis-non-avra-freni-per-usare-la-carta-anti-ucraina\/","title":{"rendered":"Buras: all&#8217;opposizione, il PiS non avr\u00e0 freni per usare la carta anti-ucraina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Jakub Majmurek: Tusk, ancor prima di diventare primo ministro, ha intrapreso il suo primo viaggio all&#8217;estero &#8211; a Bruxelles &#8211; per affrontare la questione del KPO. Pensa che il solo cambio di potere in Polonia sbloccher\u00e0 i fondi dell&#8217;UE?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Piotr Buras:<\/strong> Non sappiamo cosa abbia sentito esattamente Tusk da Ursula von der Leyen, ma non credo che sia stato cos\u00ec semplice. Sebbene la Commissione europea voglia chiaramente erogare i fondi NIP alla Polonia il prima possibile, il governo polacco dovr\u00e0 presentare almeno un piano su come ripristinare lo stato di diritto e rispettare altre tappe fondamentali.<\/p>\n\n<p><strong><em>Sar\u00e0 quindi necessaria una modifica legislativa che ribalti le riforme giudiziarie del PiS?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>S\u00ec, mi aspetto che il nuovo parlamento debba presentare una legge che soddisfi le aspettative della Commissione e dimostri che sta almeno cercando di comunicare con il Presidente su questo tema. Tuttavia, se il Presidente pone il veto o lo rinvia nuovamente alla Corte, dove rimarr\u00e0 bloccato come il precedente, la Commissione potrebbe ritenere che il governo Tusk abbia fatto ci\u00f2 che poteva e abbia accettato di rinegoziare le tappe per sbloccare i fondi.<\/p>\n\n<p><strong><em>Quindi non crede che i fondi NIP arriveranno quest&#8217;anno?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Non proprio. Quest&#8217;anno potrebbero arrivare 5 miliardi di euro dal fondo Repower Europe. Si tratta di un nuovo fondo che fa formalmente parte della KPO e non richiede il rispetto dei criteri legislativi.<\/p>\n\n<p>Ma anche qui c&#8217;\u00e8 un problema: la Commissione europea ha tempo fino al 21 novembre per prendere una decisione in merito. Il governo Morawiecki ha presentato le sue proposte di spesa per questi fondi in agosto, ma la Commissione non le ha gradite. Resta quindi da vedere se l&#8217;attuale governo presenter\u00e0 in tempo una nuova versione della proposta. Ne dubito, perch\u00e9 probabilmente i soldi sarebbero gi\u00e0 stati incassati da Tusk, e Diritto e Giustizia non ha motivo di fare un simile regalo al nuovo primo ministro. D&#8217;altra parte, \u00e8 improbabile che un nuovo governo si insedi per quella data. In teoria, il Presidente potrebbe nominare Donald Tusk come Primo Ministro designato gi\u00e0 il 13 novembre, il Sejm approvare il suo governo la stessa settimana e Tusk presentare un nuovo piano entro il 21, ma ci\u00f2 \u00e8 improbabile.<\/p>\n\n<p><strong><em>C&#8217;\u00e8 stato un senso di sollievo a Bruxelles e nelle principali capitali europee dopo la vittoria della nuova coalizione?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>L&#8217;Europa temeva uno scenario in cui il PiS avrebbe vinto per la terza volta, &#8220;premiato&#8221; per cos\u00ec dire per il suo atteggiamento conflittuale nei confronti dell&#8217;Europa. Ci\u00f2 consoliderebbe gli atteggiamenti antieuropei del PiS e renderebbe ancora pi\u00f9 incisive le sue politiche nel terzo mandato. Un terzo governo di Diritto e Giustizia formerebbe molto probabilmente un asse euroscettico con l&#8217;Ungheria di Orb\u00e1n, forse ancora con la Slovacchia di Fica e l&#8217;Italia di Meloni, che avrebbe ripercussioni non solo sui rapporti con la Commissione europea, ma anche all&#8217;interno del Consiglio europeo &#8211; cio\u00e8 l&#8217;assemblea dei capi di governo che prende le decisioni chiave nell&#8217;Unione.<\/p>\n\n<p>Nel frattempo, in un grande Paese europeo sta salendo al potere un governo che, anche se non sar\u00e0 sempre d&#8217;accordo con Francia e Germania, avr\u00e0 un approccio pi\u00f9 costruttivo e non vorr\u00e0 usare la politica europea come strumento per costruire divisioni nella politica nazionale. Di certo fa tirare un sospiro di sollievo.<\/p>\n\n<p><strong><em>Quindi la Polonia sieder\u00e0 di nuovo al tavolo degli adulti a Bruxelles?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Non mi piace descrivere la politica con queste metafore. La politica internazionale non funziona cos\u00ec. Se vogliamo essere trattati come partner da Bruxelles o dalla Germania, dobbiamo iniziare noi stessi a trattarli come tali: da questo dipende la possibilit\u00e0 di essere ascoltati.<\/p>\n\n<p>D&#8217;altra parte, \u00e8 un dato di fatto che probabilmente nessun governo polacco all&#8217;inizio aveva un tale credito di fiducia nei confronti di Bruxelles come lo avr\u00e0 il nuovo governo Tusk. Perch\u00e9 il contrasto con il precedente \u00e8 immenso. Ma se alla fine viene ascoltato dipende da ci\u00f2 che ha da dire. Si impegner\u00e0 in un dialogo costruttivo sul futuro dell&#8217;Unione, sul suo allargamento, sul problema della migrazione. Il che, a sua volta, dipende dallo spazio politico che Tusk avr\u00e0 nel Paese per una simile discussione.<\/p>\n\n<p><strong><em>Nel momento in cui Tusk parlava con la von der Leyen, la Commissione per la promozione e la protezione dei diritti umani era in sessione. La Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo ha votato per il rinvio dei progetti di emendamento ai Trattati dell&#8217;UE per ulteriori deliberazioni. Tusk ha gi\u00e0 detto di essere scettico al riguardo. Come dovrebbe rispondere il suo governo a questa discussione?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Credo che valga la pena di sottolineare subito come funziona il processo costituzionale nell&#8217;UE, perch\u00e9 in Polonia il dibattito sulla modifica dei Trattati sta suscitando una grande eccitazione, accesa dall&#8217;ala destra.<\/p>\n\n<p>In primo luogo, l&#8217;Europarlamento non pu\u00f2 votare per modificare i Trattati. Il voto del Comitato costituzionale mette in moto un processo molto lungo, il cui esito \u00e8 incerto, perch\u00e9 qualsiasi modifica ai trattati deve essere approvata dagli Stati membri. Potrebbero essere bloccati da Polonia, Ungheria o Slovacchia.<\/p>\n\n<p>In secondo luogo, questi cambiamenti non sono affatto cos\u00ec rivoluzionari come li dipinge la destra polacca.<\/p>\n\n<p><strong><em>L&#8217;abolizione del veto nelle votazioni del Consiglio europeo non \u00e8 una rivoluzione?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Questo non crea ancora un superstato europeo, come minaccia l&#8217;attuale governo. Molte delle modifiche proposte sono sensate &#8211; ad esempio, l&#8217;abolizione del diritto di veto all&#8217;apertura di capitoli successivi dei negoziati di adesione con gli Stati membri. In questo modo, un Paese, per ottenere qualcosa nell&#8217;UE, non potr\u00e0 bloccare il processo di adesione di un Paese candidato, che a sua volta sta attuando le fasi successive dell&#8217;adesione in modo esemplare. La rimozione del veto in politica estera impedir\u00e0 inoltre a un Paese di bloccare le sanzioni.<\/p>\n\n<p>Molte di queste proposte sembrano pi\u00f9 rivoluzionarie di quanto non siano in realt\u00e0. Ad esempio, una politica di difesa comune. Non \u00e8 affatto vero che l&#8217;Europa debba uscire dalla NATO e creare un esercito europeo che sia il principale garante della sicurezza della regione. Per costruire una capacit\u00e0 in grado di sostituire la NATO, l&#8217;Unione Europea o alcuni Stati membri selezionati avrebbero bisogno di 12-20 anni di investimenti militari.<\/p>\n\n<p>Ecco perch\u00e9 la prospettiva di un ritiro americano dall&#8217;Europa o addirittura di un riorientamento delle risorse statunitensi verso l&#8217;Indo-Pacifico \u00e8 cos\u00ec preoccupante. E molto probabilmente anche se vincer\u00e0 un repubblicano, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 politici di quel partito ritengono che l&#8217;Europa debba assumersi maggiori responsabilit\u00e0 per la propria sicurezza. \u00c8 quindi importante che la politica di sicurezza polacca abbia anche una dimensione europea.<\/p>\n\n<p><strong><em>In cosa consisterebbe nello specifico?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>La domanda chiave \u00e8: in che misura la Polonia dovrebbe essere coinvolta nella cooperazione dell&#8217;industria europea degli armamenti? Perch\u00e9 per quanto si parli di eserciti europei congiunti, di quartieri generali, di manovre, il problema fondamentale oggi rimane che l&#8217;Europa non riesce a produrre abbastanza armi e munizioni &#8211; come si pu\u00f2 vedere, ad esempio, nel trasferimento di armi all&#8217;Ucraina. Questa \u00e8 oggi la sfida fondamentale per l&#8217;Europa: aumentare le capacit\u00e0 della nostra industria della difesa.<\/p>\n\n<p><strong><em>Come si pu\u00f2 fare?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Ad esempio, si potrebbe istituire un fondo speciale per finanziare tali spese. Ma questo richiede un maggiore coordinamento delle industrie nazionali della difesa. La domanda \u00e8 se la Polonia sar\u00e0 in grado di aderire a questo progetto, dal momento che abbiamo gi\u00e0 preso impegni molto seri per l&#8217;acquisto di attrezzature negli Stati Uniti e nella Corea del Sud.<\/p>\n\n<p>Non abbiamo nemmeno aderito all&#8217;iniziativa tedesca European Sky Shield, perch\u00e9 stiamo sviluppando un progetto simile con gli americani, che si esclude a vicenda. Allo stesso tempo, nulla ci impedisce di sostenere gli sforzi europei in questo senso. Aumentare le capacit\u00e0 di difesa dell&#8217;Europa \u00e8 nel nostro interesse, prima o poi l&#8217;Europa dovr\u00e0 assumersi una responsabilit\u00e0 pi\u00f9 attiva per la propria sicurezza, e questo non sar\u00e0 possibile senza cooperazione.<\/p>\n\n<p><strong><em>Tornando alle proposte di modifica del trattato, se non sono cos\u00ec rivoluzionarie, perch\u00e9 Tusk rimane scettico?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Molte capitali europee sono scettiche. Credo che nelle sue riserve sulla modifica dei trattati, Donald Tusk rimarr\u00e0 il pi\u00f9 possibile nel mainstream della politica europea, insieme ai Paesi scandinavi, agli Stati baltici, all&#8217;Austria. Per questo motivo sono scettico sulla probabilit\u00e0 di un cambiamento profondo del trattato.<\/p>\n\n<p>Tuttavia, credo che il governo polacco debba rimanere aperto a una discussione costruttiva sul futuro dell&#8217;Europa. Perch\u00e9 le modifiche possono essere apportate anche in modi diversi dalla revisione dei trattati. Per poter contare in questa discussione, il governo polacco deve innanzitutto alzare la voce, avanzare proposte proprie e non limitarsi ad accusare Germania e Francia &#8211; che hanno presentato le loro proposte di riforma &#8211; di voler dominare l&#8217;Unione.<\/p>\n\n<p><strong><em>Alcune delle modifiche adottate dalla commissione del PE non andrebbero a vantaggio della Polonia? Ad esempio, l&#8217;istituzione di un&#8217;unione energetica europea o il rafforzamento delle disposizioni che condizionano l&#8217;accesso ai fondi europei al rispetto dello Stato di diritto, che costituirebbe un&#8217;ulteriore polizza assicurativa a tutela dei cittadini polacchi contro gli eccessi del populismo di destra.<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>L&#8217;Unione dell&#8217;energia raccoglie in gran parte politiche che l&#8217;Europa persegue da tempo. Non si tratta nemmeno di una grande rivoluzione. Dopo tutto, disponiamo gi\u00e0 di meccanismi che consentono all&#8217;UE di acquistare congiuntamente il gas. Anche prima che Tusk fosse uno degli ideatori di questa soluzione, ci \u00e8 voluto molto tempo per convincere i nostri partner europei. Quindi s\u00ec, questa \u00e8 sicuramente una soluzione che serve alla Polonia.<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda la questione dello Stato di diritto, il nuovo governo avr\u00e0 un chiaro mandato per esprimersi con forza a favore del rafforzamento dei meccanismi di protezione dello Stato di diritto nell&#8217;Unione. Non solo per quanto riguarda la condizionalit\u00e0 dell&#8217;accesso ai fondi europei, ma anche per le sentenze della Corte di Giustizia. Occorre garantire che la Commissione agisca con decisione ogni volta che gli Stati membri ignorano le sentenze della CGUE sullo Stato di diritto. Perch\u00e9 ha gli strumenti giusti, come le sanzioni pecuniarie elevate, ma non sempre li usa.<\/p>\n\n<p>E non devono ripetersi situazioni come quella che si \u00e8 verificata in Polonia, quando il governo del PiS, per mano del Tribunale di Przy\u0142\u0119bska, ha &#8220;annullato&#8221; le sentenze della CGUE, respingendo di fatto il principio fondamentale della supremazia del diritto comunitario sul diritto nazionale. Questa \u00e8 la strada che porta all&#8217;anarchia totale, distruggendo l&#8217;intero sistema giuridico dell&#8217;UE. Se non affrontiamo questo problema, non ci sar\u00e0 l&#8217;allargamento dell&#8217;Unione, compresa l&#8217;<a href=\"https:\/\/krytykapolityczna.pl\/temat\/ukraina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ucraina<\/a>, che vorremmo vedere.<\/p>\n\n<p><strong><em>Perch\u00e9?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Perch\u00e9 se non rafforziamo i meccanismi dello Stato di diritto, gli Stati dell&#8217;Unione, soprattutto quelli che fin dall&#8217;inizio sono stati scettici nei confronti dell&#8217;allargamento, avranno l&#8217;argomentazione che se i nuovi Stati si rifiutano di rispettare lo Stato di diritto, in pratica non possiamo farci nulla.<\/p>\n\n<p><strong><em>Se l&#8217;Unione non cambia, non rischiamo di avere un&#8217;Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0 e di spingere la Polonia sempre pi\u00f9 nel cerchio dell&#8217;integrazione? Oppure non \u00e8 una minaccia, ma il luogo ottimale per noi?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Il cuore dell&#8217;integrazione \u00e8 il mercato comune, che comprende tutti i Paesi dell&#8217;Unione. Inoltre, a causa della dipendenza dell&#8217;Unione dal Mercato Comune, \u00e8 difficile che qualche Paese si ritiri dallo sfondo dell&#8217;integrazione o che inizi a integrarsi pi\u00f9 profondamente in esso. Non \u00e8 possibile creare un mercato comune a due velocit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Faccio un esempio: ci sono state affermazioni da parte di Diritto e Giustizia secondo cui la Polonia dovrebbe uscire dalla politica climatica dell&#8217;Unione. Ma questo non pu\u00f2 essere fatto rimanendo nel mercato comune, perch\u00e9 se gli operatori polacchi non fossero vincolati alle regole dell&#8217;UE sulle emissioni di carbonio, ci\u00f2 violerebbe le regole della concorrenza leale e paritaria. Per le stesse ragioni, i Paesi selezionati non possono approfondire l&#8217;integrazione delle loro politiche energetiche.<\/p>\n\n<p>L&#8217;integrazione in ambiti non direttamente legati al mercato comune \u00e8 molto pi\u00f9 facile da raggiungere: ad esempio, la cooperazione nella politica di difesa o nella politica migratoria. In questo caso, infatti, diversi Paesi possono decidere di collaborare pi\u00f9 strettamente.<\/p>\n\n<p><strong><em>Tuttavia, esiste un&#8217;area pi\u00f9 profondamente integrata nel mercato comune: l&#8217;Eurozona.<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 vero, ma comprende la maggior parte dei Paesi appartenenti al mercato comune &#8211; la Polonia \u00e8 una delle eccezioni. Ma ammetto uno scenario in cui l&#8217;eurozona si rafforza a spese degli altri membri.<\/p>\n\n<p>Solo che questo scenario sarebbe molto pi\u00f9 probabile se il PiS fosse ancora al potere. Perch\u00e9 una mossa del genere avrebbe senso, allontanerebbe i Paesi politicamente problematici, bloccando il funzionamento dell&#8217;Unione, dai problemi dell&#8217;Eurozona. Ora questo scenario sar\u00e0 probabilmente accantonato, ci saranno invece pressioni sulla Polonia affinch\u00e9 entri nell&#8217;eurozona. Penso che dovremmo essere interessati a questa prospettiva.<\/p>\n\n<p><strong><em>Quali potrebbero essere i maggiori conflitti del nuovo governo con le grandi capitali europee, Berlino e Parigi?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Il problema del governo Morawiecki era che semplicemente non voleva risolvere alcuni problemi &#8211; come quello dell&#8217;immigrazione &#8211; perch\u00e9 servivano come carburante per la sua politica interna. Questo dovrebbe e deve cambiare. Questo non eliminer\u00e0 gli argomenti controversi, ma ci porter\u00e0 a cercare accordi e i compromessi non saranno equiparati a un fallimento. Rimarranno le differenze di opinione e le relative tensioni nella politica di concorrenza (la questione dei sussidi, per i quali la Germania ha molto denaro e noi e altri Paesi molto meno), nel bilancio dell&#8217;UE o nella politica di sicurezza.<\/p>\n\n<p>\u00c8 inevitabile che ci sia una controversia sulla classificazione dell&#8217;energia nucleare, se debba essere sostenuta come energia rinnovabile. Qui abbiamo una visione diversa da Berlino, abbiamo lavorato di pi\u00f9 con la Francia e non credo che questo cambier\u00e0.<\/p>\n\n<p><strong><em>E la politica migratoria del nuovo governo?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Spero che il nuovo governo ripristini lo stato di diritto alla frontiera, in modo che le richieste di asilo dei migranti inizino a essere esaminate. Questo, per\u00f2, significa che ci troveremo di fronte a un problema simile a quello che stanno affrontando oggi gli italiani, i greci, i tedeschi: ci sar\u00e0 un gran numero di persone la cui richiesta di asilo sar\u00e0 respinta e la questione sar\u00e0 cosa fare con loro, se e come rimandarli nel loro Paese d&#8217;origine. Non pu\u00f2 essere risolto senza la cooperazione dell&#8217;Unione e dei suoi Stati. Perch\u00e9 la Polonia da sola non sar\u00e0 in grado di negoziare accordi di riammissione con i Paesi di origine dei migranti.<\/p>\n\n<p><strong><em>Lei ha detto che il nuovo governo non user\u00e0 la questione europea per fare politica interna. Ma non potete contare sul fatto che il partito Legge e Giustizia non lo faccia dai banchi dell&#8217;opposizione?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Dir\u00f2 di pi\u00f9: i parametri del dibattito europeo polacco cambieranno, anzi sono gi\u00e0 cambiati. Avremo un&#8217;opposizione di due o tre, contando la Polonia sovrana, partiti pi\u00f9 o meno euroscettici.<\/p>\n\n<p>Il PiS ha radicalizzato le sue posizioni nei confronti dell&#8217;UE. Tutte queste discussioni su un superstato europeo, la rappresentazione del futuro governo Tusk come una minaccia all&#8217;indipendenza polacca &#8211; come ha detto Jaros\u0142aw Sellin la sera delle elezioni &#8211; la campagna dei media di destra contro le modifiche ai trattati europei: tutto questo, a mio avviso, \u00e8 un preludio al dibattito molto polarizzato sull&#8217;Europa che ci attende a breve. I partiti di opposizione di destra si contenderanno un elettorato sempre pi\u00f9 euroscettico, alimentando la loro radicalizzazione.<\/p>\n\n<p><strong><em>Finora, il PiS si \u00e8 difeso dall&#8217;etichetta di &#8220;partito del post-lexit&#8221; o addirittura anti-europeo, poich\u00e9 l&#8217;atteggiamento dell&#8217;opinione pubblica \u00e8 rimasto fortemente pro-europeo. La situazione pu\u00f2 cambiare?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che temo. Il sostegno all&#8217;UE \u00e8 pi\u00f9 debole in Polonia di quanto non indichino le risposte alla domanda &#8220;sei favorevole alla presenza della Polonia nell&#8217;UE&#8221;. Un&#8217;indagine del CBOS dello scorso anno ha rilevato che ben il 33% dei I polacchi, cio\u00e8 uno su tre, ritengono che l&#8217;appartenenza all&#8217;Unione limiti troppo la nostra sovranit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Il PiS pu\u00f2 mobilitare efficacemente un sentimento pubblico simile, soprattutto per quanto riguarda la riforma dell&#8217;UE e la possibile adesione dell&#8217;Ucraina. Perch\u00e9 all&#8217;opposizione non avr\u00e0 freni per puntare ancora di pi\u00f9 sulla carta anti-ucraina. Allo stesso modo, il sentimento antieuropeo potrebbe scatenarsi se diventassimo un contributore netto al bilancio dell&#8217;Unione.<\/p>\n\n<p><strong><em>E la politica climatica dell&#8217;UE no?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Inoltre. Questo \u00e8 ben visibile nell&#8217;esempio della Germania. La societ\u00e0 tedesca \u00e8 generalmente pro-europea, ma quando gli effetti della transizione energetica hanno iniziato a colpire la gente comune in termini reali, l&#8217;umore \u00e8 cambiato, come dimostrano i risultati dell&#8217;Alternativa per la Germania di estrema destra. Si tratta di una storia cautelativa sulle conseguenze di una transizione verde fatta senza considerare i costi sociali.<\/p>\n\n<p>Il contesto polacco \u00e8 ovviamente diverso da quello tedesco, ma la combinazione tra i costi della transizione verde, la propaganda nera contro le riforme dell&#8217;UE, le dispute bilaterali con l&#8217;Ucraina &#8211; che, come abbiamo visto, sono facilmente esplose negli ultimi mesi &#8211; potrebbe rivelarsi esplosiva. L&#8217;esempio britannico dimostra quanto rapidamente possa cambiare il sentimento dell&#8217;opinione pubblica. Non dico che il post-lexit sar\u00e0 una prospettiva realistica, ma non mi stupirei se un partito lanciasse lo slogan di lasciare l&#8217;Unione perch\u00e9 si sta muovendo troppo in una direzione &#8220;federale&#8221;. E quando un partito serio lancia ufficialmente uno slogan del genere, cambia i parametri dell&#8217;intera discussione sull&#8217;Europa.<\/p>\n\n<p>La domanda \u00e8: come affronter\u00e0 il problema il nuovo governo? Ceder\u00e0 al discorso della sovranit\u00e0? Al contrario, Tusk tradurr\u00e0 la domanda posta in campagna elettorale &#8220;vogliamo essere dentro o fuori dall&#8217;Unione&#8221; in una domanda sulle riforme dell&#8217;UE, sulla politica attiva della Polonia nell&#8217;Unione, sull&#8217;euro.<\/p>\n\n<p><strong><em>Non ci troveremo di fronte a un&#8217;ondata di populismo di destra nelle elezioni europee di questa primavera?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Possiamo certamente notare un aumento del sostegno alla destra radicale in molti Paesi dell&#8217;Unione. Allo stesso tempo, in queste elezioni non diventeranno ancora il nuovo mainstream europeo, si rafforzeranno, ma non abbastanza da avere un impatto reale sulla maggioranza parlamentare del PE. Ma non sappiamo ancora come sar\u00e0 nei prossimi.<\/p>\n\n<p><strong><em>Il nuovo governo non si incuneer\u00e0 nella politica estera del Presidente Duda? Ci troveremo di fronte a nuove dispute per la presidenza ai vertici dell&#8217;UE, come ai tempi in cui Tusk era primo ministro e Lech Kaczy\u0144ski presidente?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Tutto dipende da come Andrzej Duda vede il suo futuro politico. Se la fine della sua presidenza sar\u00e0 dedicata a costruire la sua posizione nella destra polacca, la cooperazione con un governo pro-europeo potrebbe rivelarsi difficile.<\/p>\n\n<p>Ci sono sicuramente problemi con la legge recentemente adottata che definisce la cooperazione tra il presidente e il governo sulle questioni di politica europea, che potrebbe essere fonte di tensioni e controversie su chi debba rappresentare adeguatamente la Polonia in Europa. E questo in un momento in cui dobbiamo avere la presidenza dell&#8217;Unione.<\/p>\n\n<p>Credo che mettere i bastoni tra le ruote alla politica estera del nuovo governo sia stato lo scopo principale del disegno di legge. Perch\u00e9 non riesco a immaginare che Tusk accetti che la Polonia sia rappresentata da Duda ai vertici dell&#8217;UE.<\/p>\n\n<p><strong><em>Una volta che Tusk e il presidente Kaczynski si sono recati a uno dei vertici in conflitto, il governo non ha voluto fornire al presidente un aereo, ma la cancelleria ha organizzato un charter con LOT.<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>S\u00ec, era grottesco. Situazioni simili, se ripetute, non gioveranno certo agli interessi della Polonia.<\/p>\n\n<p><strong><em>Come saranno le relazioni del nuovo governo con Kiev? Tusk dovrebbe andare l\u00ec come una delle prime capitali? Il conflitto sul grano non scomparir\u00e0 a seguito di un cambio di potere, ci sono reali differenze di interesse.<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Penso che Tusk dovrebbe recarsi a Kiev come Primo Ministro subito dopo la sua visita a Bruxelles. Naturalmente, i problemi con il grano ucraino non scompariranno, soprattutto nel contesto dell&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina all&#8217;Unione. Ma negli ultimi mesi il problema, pi\u00f9 che l&#8217;oggettivo conflitto di interessi, \u00e8 stato il modo in cui \u00e8 stato presentato nella politica nazionale.<\/p>\n\n<p>Il PiS ha dapprima ignorato il <a href=\"https:\/\/krytykapolityczna.pl\/kraj\/spor-wokol-ukrainskiego-zboza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">problema dell&#8217;<\/a> inondazione del mercato <a href=\"https:\/\/krytykapolityczna.pl\/kraj\/spor-wokol-ukrainskiego-zboza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">da parte del grano ucraino<\/a> per mesi e non ha cercato di trovare una soluzione attraverso negoziati con la Commissione europea e la parte ucraina. Al contrario, nell&#8217;estate di quest&#8217;anno, la soluzione del problema ha semplicemente smesso di interessare chi \u00e8 al potere &#8211; perch\u00e9 giocare con la questione \u00e8 stato ritenuto proficuo per la campagna elettorale. Il nuovo governo dovr\u00e0 quindi sedersi con calma con gli ucraini, i rappresentanti della Commissione, gli altri Paesi interessati e cercare una soluzione in questo triangolo.<\/p>\n\n<p>In generale, abbiamo molti dati contraddittori sul grano ucraino sul mercato polacco. La Commissione europea sostiene, ad esempio, che non ci sono state gravi perturbazioni del mercato tali da giustificare la chiusura del mercato al grano ucraino. Il governo Morawiecki sostiene il contrario. Gli analisti di mercato, invece, hanno sottolineato che il problema pi\u00f9 grande per gli agricoltori polacchi quest&#8217;estate sono stati i prezzi bassi, ma che questi non sono stati causati dalle importazioni di grano in Polonia, bens\u00ec dalla situazione dei mercati mondiali, che influenzano anche il prezzo del grano in Polonia.<\/p>\n\n<p><strong><em>Prima che il partito Diritto e Giustizia litigasse con l&#8217;<a href=\"https:\/\/krytykapolityczna.pl\/temat\/ukraina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ucraina<\/a>, si fantasticava addirittura su un&#8217;intermediterranea polacco-ucraina, che rappresentasse un nuovo polo in Europa, in grado di bilanciare l&#8217;influenza tedesca.<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Sono fantasie che non interessano agli ucraini. Kiev non vuole che la Polonia svolga il ruolo di suo &#8220;avvocato&#8221; nel mondo, poich\u00e9 ha dimostrato di essere in grado di condurre da sola una politica globale molto assertiva. Se siamo un partner interessante per l&#8217;Ucraina da qualche parte, \u00e8 nella dimensione dell&#8217;adesione all&#8217;UE.<\/p>\n\n<p>Nel dibattito pubblico polacco, tutti si dichiarano favorevoli, ma c&#8217;\u00e8 molta ipocrisia e poca forza concettuale in queste dichiarazioni. Perch\u00e9 l&#8217;adesione significa dover risolvere una serie di problemi. Se solo il bilancio dell&#8217;UE. Non \u00e8 detto che l&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina privi di fondi paesi come la Polonia, ma di certo il bilancio dell&#8217;UE coster\u00e0 di pi\u00f9. Non solo per l&#8217;Ucraina, ma anche per le nuove priorit\u00e0 dell&#8217;Unione. Anche solo per il costo del servizio del debito contratto nell&#8217;ambito del fondo per la pandemia. La domanda \u00e8: la Polonia \u00e8 pronta ad accettare le tasse dell&#8217;UE per rafforzare il bilancio? E se non lo sa, sa dove trovare i 50 miliardi di euro che l&#8217;Unione ha promesso all&#8217;Ucraina?<\/p>\n\n<p>Invece di fantasticare sull&#8217;Inter-Mediterraneo, dovremmo partecipare attivamente al dibattito su questo tema. O su come l&#8217;Europa possa realisticamente assistere ulteriormente l&#8217;Ucraina in termini di sicurezza &#8211; perch\u00e9 anche in questo caso gli americani si aspettano che l&#8217;Europa si faccia carico di gran parte di questo sforzo.<\/p>\n\n<p><strong><em>La politica ucraina si polarizzer\u00e0 come quella europea?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>C&#8217;\u00e8 il rischio che ritornino le questioni storiche, ad esempio. Nel febbraio 2022 il partito Diritto e Giustizia ha deciso che, a prescindere da tutto, era necessario sostenere l&#8217;Ucraina, che stava lottando per sopravvivere come Stato indipendente. Credo nella sincerit\u00e0 di questa decisione, ma essa ebbe anche molti effetti benefici per il governo della Destra unita: permise alla Polonia di uscire dalla marginalit\u00e0 internazionale e di diventare un attore serio, almeno nei primi mesi di guerra. Ha anche permesso un riavvicinamento con l&#8217;amministrazione Biden.<\/p>\n\n<p><strong><em>Come reagir\u00e0 al cambio di potere in Polonia?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Gli americani, se non altro per il ruolo della Polonia come &#8220;hub logistico&#8221; per il trasferimento di aiuti militari all&#8217;Ucraina, sono principalmente interessati alla prevedibilit\u00e0 dei governi in Polonia. Il cambio di potere non influisce, i legami strategici rimangono. Tuttavia, entra in gioco un nuovo fattore: il governo Tusk sar\u00e0 politicamente e ideologicamente molto pi\u00f9 vicino all&#8217;amministrazione Biden rispetto al gabinetto Morawiecki. Con l&#8217;amministrazione Biden che sta entrando nel suo ultimo anno, vedremo nel novembre 2024 se gli elettori estenderanno il suo mandato.<\/p>\n\n<p><strong><em>Biden e la sua amministrazione sottolineano la minaccia che potenze revisioniste come la Cina e la Russia rappresentano per gli Stati democratici e per l&#8217;ordine internazionale basato sulle regole. Qual \u00e8 la posizione della Polonia in questo processo globale?<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Penso che valga la pena di dire a noi stessi che non stiamo entrando in una realt\u00e0 in cui il mondo sar\u00e0 diviso in un blocco americano e in un blocco cinese. Nel mezzo, ci sono molte medie potenze come l&#8217;Arabia Saudita, il Brasile, l&#8217;Iran, la Turchia, il Sudafrica, che hanno influenza sui mercati globali dell&#8217;energia e del cibo, e che hanno almeno localmente un significativo potere militare. E saranno in equilibrio in questa situazione, cercando di giocare la partita con entrambi i poli in formazione.<\/p>\n\n<p>La Polonia non \u00e8 un Paese con questo potenziale. Possiamo influire sulla direzione che prender\u00e0 tutto questo solo co-progettando la politica dell&#8217;UE e il suo posto nella nuova realt\u00e0. La voce dell&#8217;Unione europea deve essere ascoltata con forza in un mondo che cambia. Tuttavia, non \u00e8 sempre cos\u00ec, come si pu\u00f2 vedere ora che la voce dell&#8217;Europa si sente molto poco nella nuova iterazione del conflitto mediorientale.<\/p>\n\n<p>**<\/p>\n\n<p><strong>Piotr Buras<\/strong> \u00e8 direttore dell&#8217;Ufficio di Varsavia dell&#8217;European Council on Foreign Relations (ECFR).<\/p>\n\n<p>**<br\/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;resize=312%2C70&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"70\" srcset=\"https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;resize=312%2C70&amp;ssl=1 312w, https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo-600x134.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;ssl=1 600w, https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo-1920x428.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;ssl=1 1920w, https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo-768x171.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;ssl=1 768w, https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo-1536x343.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo-2048x457.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;w=188&amp;ssl=1 188w, https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;w=376&amp;ssl=1 376w, https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;w=940&amp;ssl=1 940w, https:\/\/edceah5uf5z.exactdn.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/EN_Co-funded-logo.png?strip=all&amp;lossy=1&amp;sharp=1&amp;w=2820&amp;ssl=1 2820w\"\/><\/p>\n\n<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni e i pareri espressi sono quelli degli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Direzione generale Giustizia, libert\u00e0 e sicurezza. Reti di comunicazione, contenuti e tecnologia. N\u00e9 l&#8217;Unione Europea n\u00e9 l&#8217;ente finanziatore ne sono responsabili.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova leadership polacca sa dove trovare i 50 miliardi di euro che l&#8217;Unione ha promesso all&#8217;Ucraina? 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