{"id":27726,"date":"2024-02-23T18:20:52","date_gmt":"2024-02-23T17:20:52","guid":{"rendered":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/?post_type=article&#038;p=27726"},"modified":"2024-09-06T16:38:08","modified_gmt":"2024-09-06T14:38:08","slug":"la-femminilita-come-negazione-della-mascolinita-e-altri-problemi-con-le-povere-creature","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/article\/la-femminilita-come-negazione-della-mascolinita-e-altri-problemi-con-le-povere-creature\/","title":{"rendered":"La femminilit\u00e0 come negazione della mascolinit\u00e0 e altri problemi con le &#8220;Povere creature&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Non sono uno spettatore ingenuo o esigente al punto da andare al cinema per intrattenimento nella speranza di ottenere, ad esempio, una storia rivoluzionaria sulla liberazione delle donne. Ma dato che questo \u00e8 il modo in cui l&#8217;ultimo film di Jorgos Lanthimos, in lizza per i principali premi del settore, viene promosso e descritto nelle recensioni, \u00e8 difficile evitare di parlare di quel temuto genere.<\/p>\n\n<p>Successo surclassato da <em>Povere creature <\/em>nella lotta per gli Oscar <a href=\"https:\/\/krytykapolityczna.pl\/kultura\/film\/barbie-i-slowo-na-f-recenzja-filmu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\n  <em>Barbie<\/em>\n<\/a> ha dimostrato che il marketing femminista &#8211; a prescindere dal fatto che abbia effettivamente a che fare con il femminismo &#8211; semplicemente paga. Infatti, come <a href=\"https:\/\/krytykapolityczna.pl\/kultura\/jak-i-dlaczego-kupowac-mniej-w-swiecie-influencerek-i-femvertisingu-rozmowa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">mi ha detto di recente Paulina Zag\u00f3rska<\/a>, pu\u00f2 vendere un sacco di schifezze in carta rosa.<\/p>\n\n<p>Tuttavia, come <a href=\"https:\/\/kulturpunkt.hr\/kritika\/lijepi-moroni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sottolinea Asja Baki\u0107<\/a> su <a href=\"https:\/\/kulturpunkt.hr\/kritika\/lijepi-moroni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Kulturpunkt<\/a>, il premio cinematografico pi\u00f9 importante andr\u00e0 molto probabilmente alla &#8220;bambola atipica Emma Stone [che interpreta la protagonista del film di Lanthimos &#8211; nota dell&#8217;autore], mentre la tipica Barbie, Margot Robbie, non \u00e8 nemmeno nominata in questa categoria&#8221;. Molti hanno lodato la scelta dell&#8217;Academy. Baki\u0107 ne \u00e8 convinto a torto.<\/p>\n\n<p>Nonostante il mio amore per il rosa, non sono entusiasta del film di Greta Gerwig, ma sono d&#8217;accordo con il recensore qui citato che scrive: &#8220;Se per caso  <em>Povere creature<\/em>  Se Lanthimos avesse effettivamente adattato il libro dello scrittore scozzese Alasdair Gray, capirei e sosterrei questo elogio, ma dato che ha usato solo una parte del romanzo, e per giunta la peggiore, non ho altra scelta se non quella di essere un maleducato che scrive una recensione negativa di un povero film d&#8217;arte maschile&#8221;.<\/p>\n\n<p>Immagino che siamo in due, signora Baki\u0107.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La dimensione dell&#8217;armatura disadorna (patriarcale)<\/strong><\/h3>\n\n<p>Personalmente, per\u00f2, non mi sarei lamentata con i responsabili della promozione del film, perch\u00e9 anche prima di acquistare i biglietti avevo creduto a quelle recensioni in cui le <em>Povere creature venivano definite<\/em><em>&#8220;Barbie<\/em> per intellettuali&#8221; (anche se ora mi rendo conto di quanto sessismo ci sia in questo paragone). Altre raccomandazioni mi hanno convinto a trattare la storia di Lanthimos come un&#8217;evasione cinematografica allo stato puro. Non posso negarlo: i mondi che mostra, grazie alle immagini meticolosamente realizzate e agli sforzi del team di costumisti, trasportano davvero in un&#8217;altra dimensione.<\/p>\n\n<p>La star dell&#8217;hip-hop Mezo cantava che si tratta di &#8220;una dimensione priva della corazza che la vita quotidiana colpisce spietatamente&#8221;. Ma credo che la tragedia di Lanthimos stia nella sua incapacit\u00e0 di liberarsi dell&#8217;armatura del patriarcato, anche se per almeno met\u00e0 della proiezione cerca di convincerci che \u00e8 vero il contrario e che qui sta affermando la femminilit\u00e0 sullo schermo in quanto uomo. Spogliato, ovviamente. Nelle interviste, invece, ribadisce che, a prescindere dal genere e nonostante la stridente binariet\u00e0 del film, \u00e8 interessato soprattutto all&#8217;essere umano.<\/p>\n\n<p>Quando riesco a capire che \u00e8 una sciocchezza, mi sto divertendo molto. L&#8217;eccellente colonna sonora accarezza le mie orecchie, le scene pittoriche soddisfano l&#8217;occhio. L&#8217;ammirevole recitazione permette di dimenticare che sto guardando volti cos\u00ec familiari. Si tratta di risorse che non possono essere sottovalutate.<\/p>\n\n<p>Credo che la contorta Emma Stone sia Bella, un essere con il cervello di un bambino e il corpo di una madre. In Willem Dafoe vedo il dottor Goodwin Baxter, e non solo per la caratterizzazione del personaggio, anche se va detto che \u00e8 fondamentale per la trama. Il volto e le viscere del protagonista sono stati deformati come parte di numerosi esperimenti condotti su di lui dal padre, anch&#8217;egli scienziato. Baxter, tuttavia, \u00e8 un eroe incapace di comprendere l&#8217;ingiustizia che gli \u00e8 stata fatta in nome della conquista scientifica e dell&#8217;affermazione della grandezza del genio individuale. Non sorprende quindi che segua le orme dei genitori per sottoporre altre creature a trapianti e altri trattamenti in laboratorio, portando alla fine alla vita la sua creazione pi\u00f9 straordinaria, Bella.<\/p>\n\n<p>Forse capir\u00e0 finalmente cosa \u00e8 successo (le sono state tolte la volont\u00e0 e la possibilit\u00e0 di scelta, perch\u00e9 \u00e8 stata riportata in vita dopo essersi gettata nell&#8217;abisso come donna incinta), e spezzer\u00e0 questa catena di &#8211; come altro &#8211; violenza?<\/p>\n\n<p>Soddisfer\u00f2 la vostra curiosit\u00e0: no, non lo fa, anche se in teoria si libera dalla gabbia dorata di Baxter, che chiama dio e pap\u00e0, per poi rimanere intrappolata su una nave del (dis)amore su cui compie viaggi in parte a spese di Duncan Weddeburn (interpretato da Stone e dall&#8217;indomito Mark Ruffalo di Dafoe) e poi in un matrimonio di convenienza con Max McCandless (un cenno anche a Ramy Youssef, che lo interpreta). Il primo dei prescelti di Bella, in particolare (perch\u00e9 il secondo si camuffa molto bene come un tipo progressista che presumibilmente sa cosa sia l&#8217;uguaglianza di genere, ma in realt\u00e0 sbava alla vista di un seno nudo), sembra l&#8217;incarnazione della mascolinit\u00e0 tossica.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il femminismo non \u00e8 una rappresaglia contro gli uomini<\/strong><\/h3>\n\n<p>Un playboy &#8211; anche se dovrei scrivere palafreniere &#8211; che si diverte con un&#8217;adolescente nel corpo di una donna adulta, a volte (anche se in modo del tutto inconsapevole) sgretola il monumento eretto allo splendore del suo genere, e potrebbe annunciare che Lanthimos ha letto Bell Hooks e si \u00e8 reso conto che il patriarcato fa male a tutti. Ma cos\u00ec facendo, Weddeburn si espone al ridicolo, cosa che gli &#8220;uomini virili&#8221; temono di pi\u00f9.<\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che accade quando il protagonista si rivela un uomo, ovvero quando &#8211; sorpresa delle sorprese &#8211; non ha un&#8217;erezione dopo un orgasmo e quando lascia emergere i suoi sentimenti. Una femminista che conosca la teoria del femminismo intersezionale direbbe che non si tratta di motivi di scherno, ma di questioni che devono essere normalizzate e la pressione e la paura del ridicolo devono essere eliminate dagli uomini. \u00c8 su questo che si basa il sistema oppressivo di dominio del forte sul debole. Anche gli uomini forti hanno la meglio su quelli pi\u00f9 deboli.<\/p>\n\n<p>Lanthimos, tuttavia, intende la ricerca dell&#8217;uguaglianza e del femminismo come una rivalsa femminile contro gli uomini e una presa in giro della sottovalutazione della mascolinit\u00e0, cercando di essere esattamente come un uomo. Ma forse, davvero, quando non si hanno altri strumenti, la derisione diventa l&#8217;unica arma efficace? Forse in altri casi. In questo caso, anche se Wedderburn dovrebbe suscitare il nostro disgusto per la manipolazione che esercita su Bella, dovremmo ridacchiare del fatto che il ragazzo prova emozioni che non riesce a gestire e che non gli viene duro dopo l&#8217;eiaculazione (mai sentito parlare di sesso extra-penetrativo, signor direttore?).<\/p>\n\n<p>Alla saggia e aggrappata scontrosit\u00e0 che c&#8217;\u00e8 in me, tuttavia, dissi in questa scena di trattenere i suoi cavalli di giudizio per il momento. Lanthimos pu\u00f2 anche fare un cinema maschile stereotipato, ma in fondo, ogni volta, regala al pubblico la sua creativit\u00e0, creando un&#8217;immagine affascinante e quasi fiabesca. Tuttavia, come spesso accade con le fiabe, a parte l&#8217;estetica, \u00e8 bloccata nella rigida cornice di una storia molto poco moderna, anche se presumibilmente tesa all&#8217;emancipazione femminile e alla liberazione sessuale, che per di pi\u00f9 &#8211; come quella di Disney &#8211; si conclude con un trito &#8220;e vissero per sempre felici e contenti&#8221;. Anche se non quelli a cui Bella, imitando il padre, trapianter\u00e0 il cervello.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Libert\u00e0 significa mascolinit\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n<p>Non riesco a togliermi di dosso l&#8217;impressione che Bella, pur facendo ogni sorta di tentativo di autodeterminazione, sia solo il prodotto di fantasie squallide e da lolita (dopotutto, per almeno met\u00e0 del film vediamo una bambina e un&#8217;adolescente di fatto nel corpo di una donna adulta) e di nozioni maschili intellettualmente molto superficiali su come una donna possa costruire la propria soggettivit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Superficiale, perch\u00e9 si limita al sesso, il che si combina con la convinzione abbastanza diffusa tra i liberali che &#8211; qui user\u00f2 una citazione da un libro  <em>Assi. Cosa ci pu\u00f2 insegnare l&#8217;asessualit\u00e0<\/em>  &#8211; Il radicalismo politico \u00e8 legato alla vita sessuale di una persona&#8221;. Allo stesso tempo, la femminilit\u00e0 lanthimosiana \u00e8 esattamente ci\u00f2 che la classicista Simone de Beauvoir intende per l&#8217;altro, diverso genere, cio\u00e8 la negazione della mascolinit\u00e0, di tutto ci\u00f2 che non \u00e8 maschile e quindi inferiore, per di pi\u00f9 criticato dall&#8217;infantilizzazione (l&#8217;accostamento della donna alla figura del bambino) cos\u00ec popolare nella cultura.<\/p>\n\n<p>Bella, per assaporare la libert\u00e0, ha bisogno di essere un uomo. Comportarsi come lui, usare gli attributi maschili socialmente riconosciuti, seguire le sue orme e ottenere esattamente lo stesso risultato, ed entrare nell&#8217;istituzione patriarcale del matrimonio. Se si fosse trattato di un film storico, forse sarei stata meno critica, perch\u00e9 il XIX secolo non offriva molte opzioni per una vita sicura al di fuori di una relazione con un uomo. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, e consegnare i personaggi al passato non permette pi\u00f9 a Lanthimos, nelle parole di <a href=\"https:\/\/mintmagazine.pl\/artykuly\/biedne-istotki-oj-biedne-moze-potrzebujecie-emancypacji\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Aleksandra Krajewska<\/a>, di &#8220;evitare aperte dichiarazioni politiche&#8221;.<\/p>\n\n<p>La stessa autrice insiste sul fatto che <em>Poor Creatures<\/em> dovrebbe essere letto in modo non femminista. Ma \u00e8 difficile ignorare le questioni di genere e di disuguaglianza, sapendo che, dopo tutto, la crescita e l&#8217;indipendenza di un uomo sarebbero molto diverse da quelle presentate da Bella, che \u00e8 sommersa da fronzoli e sottovesti e mostrata nuda sproporzionatamente pi\u00f9 spesso dei personaggi maschili. Di secondaria importanza sarebbero, ad esempio, la bellezza e il corpo, che sono essenzialmente i suoi beni pi\u00f9 importanti.<\/p>\n\n<p>Inoltre, Lanthimos non offusca affatto le differenze di genere, ma piuttosto le evidenzia, non permettendo alla protagonista di trascendere il determinismo dell&#8217;equilibrio di potere uomo-donna. Bella &#8211; come le donne di oggi &#8211; pu\u00f2 essere un uomo, mettersi i pantaloni e ricevere benefici per questo, ma gli uomini non hanno pi\u00f9 in nessun caso il diritto di vestirsi, cio\u00e8 di uscire dai loro ruoli senza essere considerati poco virili, senza essere accusati di essere ridicoli e titolati castrati.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Emancipazione come individualismo estremo<\/strong><\/h3>\n\n<p>Sebbene l&#8217;eroina costi la vita al di fuori del laboratorio, non rompe questa divisione oppressiva di genere. Non cambia la realt\u00e0, ma ripete il destino del padre, emancipandosi all&#8217;interno di una cornice che gli uomini le consentono, non riuscendo a segnare i propri confini costantemente infranti. Per questo mi stropiccio gli occhi per lo stupore quando leggo in alcune recensioni che Baxter \u00e8 un esempio di genitorialit\u00e0 buona e rispettosa, che rispetta la soggettivit\u00e0 del bambino, perch\u00e9 dopo aver tenuto nascosta per anni la &#8220;figlia&#8221;, la lascia libera di fare un viaggio con un ragazzo (strano e ovviamente oggettivante).<\/p>\n\n<p>In una parola &#8211; presa in prestito ancora una volta da Asja Baki\u0107 &#8211; in <em>Poor Creatures<\/em>non <em>guardiamo alla<\/em>paternit\u00e0 moderna, ma agli uomini che giocano con una bambola e quindi &#8220;onoriamo Jorgos Lanthimos e non Greta Gerwig&#8221;, lasciandoci dire che Bella ha solo due opzioni: essere un giocattolo o un ragazzo.<\/p>\n\n<p>Vale la pena aggiungere che l&#8217;eroina, quando non \u00e8 quel giocattolo, intende l&#8217;emancipazione come individualismo estremo. Non forma relazioni e comunit\u00e0, non sa cosa sia il collettivismo, nonostante il suo interesse per il socialismo nella casa pubblica. \u00c8 sempre dipendente dagli uomini o cerca di essere completamente autosufficiente. In una parola: rappresenta il femminismo (neo)liberale. Oppure il patriarcato \u00e0 rebours, che pu\u00f2 essere realizzato nelle giuste condizioni di classe, dove le disuguaglianze sociali prosperano. Al massimo, pu\u00f2 piangere su di loro e lenire il dolore per piet\u00e0 <a href=\"https:\/\/krytykapolityczna.pl\/bio\/paulinajanuszewska\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">con una filantropia estremamente poco saggia<\/a>.<\/p>\n\n<p>Bella ha la fortuna di nascere in una casa privilegiata sia la prima che la seconda volta. Ed \u00e8 l\u00ec che finisce. Non sovverte la figura paterna del padre-demiurgo, ma diventa lei stessa &#8211; incapace, come nel mito greco, di liberarsi dal destino &#8211; un semidio, che forse vuole farci capire che il dottor Baxter non era poi cos\u00ec cattivo, perch\u00e9 finalmente amava qualcuno, cio\u00e8 Bella, con amore genitoriale, e la sua eredit\u00e0, eticamente discutibile, sar\u00e0 in buone mani, perch\u00e9 appartiene a lei.<\/p>\n\n<p>Cos\u00ec, quando il pupazzo di Lanthimos non \u00e8 solo per divertimento, scalda l&#8217;immagine degli uomini, permettendo al regista di speculare su se stesso e sui suoi protagonisti maschili, e di appuntarsi l&#8217;ordine di una femminista o almeno di un uomo civile che si \u00e8 accorto che le donne &#8211; wow &#8211; sono umane.<\/p>\n\n<p>\u00c8 difficile resistere all&#8217;impressione che Bella abbia anche qualcosa della figura cinematografica della Manic Pixie Dream Girl, ovvero un&#8217;eroina eccentrica, misteriosa e accattivante che Katarzyna Czajka-Kominiarczuk descrive come &#8220;un misto di saggezza di vita, indipendenza e capacit\u00e0 di tenere un bambino dentro di s\u00e9&#8221; e che appare nel film per far emergere la bellezza, le buone qualit\u00e0 o i sentimenti negli uomini, come nel caso di  <em>Amore senza memoria<\/em> o <em>Elizabethtown<\/em>. Vecchio, lo sapevo. Avrebbe potuto essere raccontata in modo diverso.<\/p>\n\n<p>Ma dopo tutto, non tutto deve essere incentrato sulla rivoluzione. E per fortuna, perch\u00e9 se Lanthimos lo avesse progettato, saremmo rimasti bloccati per sempre con il tragico mito greco.<\/p>\n\n<p>&#8211; <a href=\"https:\/\/krytykapolityczna.pl\/bio\/paulinajanuszewska\/\">Paulina Januszewska<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tragedia del nuovo film di Lanthimos sta nella sua incapacit\u00e0 di liberarsi della corazza del patriarcato, anche se per almeno met\u00e0 della proiezione il regista cerca di convincerci del contrario. Ed eccolo come uomo che afferma la femminilit\u00e0 sullo schermo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":26645,"parent":0,"template":"","tags":[],"displeu_category":[],"class_list":["post-27726","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/27726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26645"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27726"},{"taxonomy":"displeu_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/displeu_category?post=27726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}