{"id":29595,"date":"2024-03-05T00:08:09","date_gmt":"2024-03-04T23:08:09","guid":{"rendered":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/?post_type=article&#038;p=29595"},"modified":"2024-09-06T16:37:28","modified_gmt":"2024-09-06T14:37:28","slug":"europa-divisa-dalla-nuova-cortina-di-ferro-dellinflazione","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/article\/europa-divisa-dalla-nuova-cortina-di-ferro-dellinflazione\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa divisa dalla nuova cortina di ferro dell&#8217;inflazione"},"content":{"rendered":"\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/\/press\/blog\/date\/2024\/html\/ecb.blog240110~4901f29da7.en.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tempesta inflazionistica<\/a> che ha regnato sovrana per tre anni tumultuosi sembra essersi attenuata, domando un periodo di massimi storici in varie nazioni. Questa tregua fiscale offre ai giornalisti la possibilit\u00e0 di riflettere sulla genesi del fenomeno, sviscerando il peculiare mosaico della sua diffusione geografica &#8211; un arazzo intessuto di fili di contingenza storica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella corsa all&#8217;inflazione che ha assediato l&#8217;Europa,&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/hungary-en\/\">l&#8217;Ungheria<\/a>&nbsp;\u00e8 emerso come lo Stato membro dell&#8217;Unione Europea pi\u00f9 afflitto. A met\u00e0 degli anni passati, la nazione ha affrontato un tasso d&#8217;inflazione vicino al 20%, un picco indisciplinato che l&#8217;ha vista superare di tre volte la media dell&#8217;UE e i suoi coetanei ad alta inflazione &#8211;&nbsp;Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia &#8211;&nbsp;di quasi due volte, secondo la&nbsp;<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/documents\/2995521\/17179282\/2-19072023-AP-EN.pdf\/bf200c74-48a4-e485-3372-c1fd1083c169?version=1.0&amp;t=1689670745030\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">gestione di Eurostat<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tentativo di arginare la dilagante escalation dei costi, il governo guidato da&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/hungary-fidesz-plunge-orban-novak\/\">Fidesz<\/a> sotto&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/tag\/viktor-orban\/\">Viktor Orb\u00e1n<\/a>&nbsp;ha istituito un regime di tetti ai prezzi che vanno dalla benzina alla pasta per tutto il 2022. Tuttavia, questa manovra interventista si \u00e8 ritorta contro, generando scarsit\u00e0 all&#8217;interno di una delle economie pi\u00f9 dipendenti dal commercio del mondo e paradossalmente alimentando le stesse fiamme dell&#8217;inflazione che cercava di spegnere. Ora, mentre la marea dell&#8217;inflazione si ritira alacremente,&nbsp;<strong>G\u00e1bor Kov\u00e1cs&nbsp;<\/strong>della rivista economica&nbsp;<strong><em>HVG<\/em><\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/hvg.hu\/gazdasag\/20240209_A_Nagy_Marton_altak_osszeomlottnak_nevezett_inflacio_epp_a_megelhetesi_valsagot_mutatja\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">osserva<\/a>&nbsp;una cruda ironia: l&#8217;allentamento delle pressioni sui prezzi &#8220;segnala non la prosperit\u00e0 ma la penuria&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo declino deve molto al calo dei prezzi dell&#8217;energia, precipitato da un triste calcolo &#8211;&nbsp;le famiglie ungheresi stanno risparmiando sul riscaldamento, a testimonianza della diminuzione delle riserve finanziarie&#8221;. Facendo eco a questa cupa analisi, l&#8217;istituto economico GKI, come citato da&nbsp;<em>HVG<\/em>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/hvg.hu\/gazdasag\/20240206_GKI_Magyarorszag_lett_az_EU_legszegenyebb_tagallama\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> dipinge<\/a>&nbsp;un quadro crudo: &#8220;L&#8217;Ungheria \u00e8 ora la pi\u00f9 povera dell&#8217;Unione. Il potere d&#8217;acquisto dei consumatori ungheresi \u00e8 diminuito, con il 7,9% in meno di beni portati a casa nel 2023 rispetto al 2022, nonostante una famiglia media abbia speso 327.000 fiorini (circa 840 euro) in pi\u00f9 nello stesso periodo. Sembra che l&#8217;attivit\u00e0 di consumo dell&#8217;Ungheria abbia toccato il fondo nell&#8217;UE e che persino la Bulgaria, storicamente in ritardo, sia destinata a superarla&#8221;.\n\n\n\n<p>Le tigri baltiche non sono immuni dal vortice inflazionistico, con l&#8217;economia della Lettonia particolarmente colpita da tassi superiori al 20%. Come dimostra lo studio della&nbsp;<strong>Friedrich Ebert Foundation<\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.fes.de\/en\/progressive-fiscal-policy\/inflation\/what-to-do-about-inflation\/what-to-do-about-inflation-latvia\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">illustra<\/a>, la prosperit\u00e0 economica &#8211;&nbsp;o la sua mancanza &#8211;&nbsp;modella l&#8217;impatto dell&#8217;inflazione. In&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/latvia-en\/\">Lettonia<\/a>, una societ\u00e0 relativamente pi\u00f9 povera, la famiglia media spende il 23,3% del proprio reddito per il cibo, il 14,6% per la casa e un altro 14,6% per i trasporti. Il quotidiano&nbsp;<strong><em>Diena<\/em><\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.diena.lv\/raksts\/pasaule\/baltijas-valstis\/aptauja-baltijas-valstu-iedzivotajus-visvairak-satrauc-partikas-un-elektribas-cenu-kapums-14312879\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">riporta<\/a>&nbsp;che l&#8217;inflazione rimane uno spettro in tutto il Baltico, nonostante un calo degno di nota in Lettonia negli ultimi sei mesi, lasciando i prezzi al consumo a fine anno solo lo 0,6% in pi\u00f9 rispetto al dicembre 2022. Ciononostante, i prezzi rimangono ostinatamente al di sopra del 30-50% rispetto ai valori di tre anni prima. All&#8217;inizio del 2024, i residenti baltici sono preoccupati soprattutto per i costi dei generi alimentari, ma in Lettonia lo spettro dell&#8217;aumento dei prezzi dei medicinali e dell&#8217;assistenza sanitaria incombe pi\u00f9 che nei paesi vicini.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle pagine del&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/czech-republic\/\">quotidiano economico ceco<\/a>&nbsp;<strong><em>Hospod\u00e1\u0159sk\u00e9 noviny<\/em><\/strong>, gli economisti&nbsp;<strong>Tom\u00e1\u0161 Adam e Ji\u0159\u00ed Schwarz<\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/archiv.hn.cz\/c1-67297710-nova-zelezna-opona-proc-celi-stredni-a-vychodni-evropa-vyssi-inflaci-nez-zeme-na-zapade\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">note<\/a>&nbsp;la condizionalit\u00e0 storica dell&#8217;alta inflazione in Europa centrale e orientale, che ha afflitto questi Paesi indipendentemente dalla valuta in circolazione. &#8220;Un sipario \u00e8 stato calato sull&#8217;Europa. Questa volta, divide il continente in due blocchi non per ideologia, ma per inflazione: negli ultimi due anni, i paesi dell&#8217;est hanno avuto una crescita dei prezzi pi\u00f9 alta, mentre i paesi dell&#8217;ovest hanno avuto un&#8217;inflazione pi\u00f9 bassa&#8221; scrivono gli autori, spiegando che il confine passa attraverso luoghi simili a quello che Churchill&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nationalarchives.gov.uk\/education\/resources\/cold-war-on-file\/iron-curtain-speech\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nominava<\/a>&nbsp;nel suo famoso discorso di quasi 80 anni fa. L&#8217;ex cortina di ferro ora annuncia una spaccatura nell&#8217;impennata dei prezzi, con le nazioni orientali alle prese con un&#8217;inflazione pi\u00f9 pesante rispetto alle loro controparti occidentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il baratro economico lasciato dalla cortina di ferro \u00e8 durato a lungo, con l&#8217;Europa dell&#8217;Est un tempo soffocata da industrie inefficienti e ad alta intensit\u00e0 energetica che dipendevano dal carburante sovietico a basso costo. Sebbene la caduta della cortina abbia innescato una graduale convergenza, gli standard di vita dell&#8217;Est sono ancora inferiori a quelli dell&#8217;Ovest. Prima del recente shock energetico storico, i Paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale (PECO) avevano un livello di prezzi inferiore di circa il 30% rispetto alla media dell&#8217;UE, con i servizi che costavano circa il 40% in meno, a testimonianza delle disparit\u00e0 salariali con l&#8217;Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza, i residenti a basso reddito dei PECO spendono una fetta maggiore del loro budget per beni di prima necessit\u00e0 come cibo ed energia, amplificando l&#8217;impatto dell&#8217;aumento dei costi sull&#8217;inflazione complessiva. Con il graduale allineamento delle economie dei PECO agli standard occidentali, la regione dovrebbe recuperare terreno. L&#8217;aumento dell&#8217;inflazione registrato negli ultimi due anni nei paesi a basso reddito \u00e8 considerato una convergenza accelerata dagli shock sui costi, una tendenza che probabilmente persister\u00e0 con pressioni salariali al rialzo nel prossimo futuro.\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Altre scelte<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"https:\/\/maailm.postimees.ee\/7960308\/koht-tagaotsitavate-nimekirjas-tostis-kallase-rambivalgusesse\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Il posto nella lista dei ricercati mette Kallas sotto i riflettori<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Henry-Laur Allik |&nbsp;<em>Postimees<\/em><\/strong>&nbsp;| 15 febbraio | EE<\/h6>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/estonia-en\/\">Il Primo Ministro dell&#8217;Estonia<\/a>, Kaja Kallas, si trova in una lista di ricercati stilata dal Ministero degli Interni russo &#8211;&nbsp;una lista che comprende anche funzionari di Lituania, Lettonia, Polonia e Ucraina, secondo il&nbsp;<a href=\"https:\/\/en.zona.media\/article\/2024\/02\/13\/wanted\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">canale dell&#8217;opposizione russa&nbsp;<strong><em>Mediazona<\/em><\/strong><\/a>. Kallas ha il dubbio di essere il primo capo di governo preso di mira da Mosca dall&#8217;inizio della sua invasione su larga scala. Respingendo l&#8217;inserimento nell&#8217;elenco come una mera manovra intimidatoria sui social media, Kallas lo interpreta come una convalida della sua corretta linea d&#8217;azione. La presunta giustificazione? La sua volont\u00e0 di smantellare i monumenti di guerra di epoca sovietica, azioni che Mosca inquadra come &#8220;riabilitazione del nazismo&#8221;. Mentre i media estoni sembrano in gran parte indifferenti alle accuse del Cremlino contro Kallas,&nbsp;<strong>Henry-Laur Allik<\/strong>&nbsp;del&nbsp;<strong><em>Postimees<\/em><\/strong>&nbsp;quotidiano&nbsp;<a href=\"https:\/\/maailm.postimees.ee\/7960308\/koht-tagaotsitavate-nimekirjas-tostis-kallase-rambivalgusesse\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vede<\/a>&nbsp;il mandato d&#8217;arresto della Russia come un riflettore involontario sull&#8217;Estonia &#8211;&nbsp;una nazione di appena 1,3 milioni di abitanti raramente presente nel ciclo delle notizie europee.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"https:\/\/www.cmjornal.pt\/c-studio\/especiais-c-studio\/edp-business-summit\/detalhe\/portugal-esta-entre-os-melhores-paises-da-europa-no-campo-das-energias-renovaveis\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Il Portogallo batte il record di produzione di elettricit\u00e0 verde<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em>Correio da Manh\u00e3<\/em>&nbsp;| 22 febbraio | PT<\/h6>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/portugal-en\/\">Il Portogallo<\/a>&nbsp;\u00e8 emerso come pioniere delle energie rinnovabili, con un record del 61% dell&#8217;elettricit\u00e0 nel 2023 ricavata da fonti verdi. La nazione ha l&#8217;ambizioso obiettivo di portare questa cifra all&#8217;85% entro il 2030, cercando di superare di ben cinque anni la scadenza dell&#8217;Unione Europea per la neutralit\u00e0 delle emissioni di carbonio. In netto contrasto, l&#8217;anno scorso il Portogallo ha ricavato appena il 19% dell&#8217;energia da fonti interne non rinnovabili, mentre il resto \u00e8 arrivato dalla vicina Spagna. Il&nbsp;<strong><em>Correio da Manh\u00e3<\/em><\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cmjornal.pt\/c-studio\/especiais-c-studio\/edp-business-summit\/detalhe\/portugal-esta-entre-os-melhores-paises-da-europa-no-campo-das-energias-renovaveis\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">elogia<\/a>&nbsp;il Portogallo come leader europeo delle energie rinnovabili, superato solo da eco-campioni come Finlandia, Lettonia, Danimarca ed Estonia. Tuttavia, la tabella di marcia finanziaria \u00e8 ripida: Lisbona deve incanalare circa 60 miliardi di euro in progetti energetici e ambientali entro il 2030 per garantire il suo ambizioso futuro verde e tagliare il cordone ombelicale delle importazioni di energia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;Europa centrale e orientale la stampa indaga sulle radici di un&#8217;impennata storica dell&#8217;inflazione; la Russia punta al premier estone Kallas con un mandato di arresto e il Portogallo guarda all&#8217;apice della produzione europea di energia rinnovabile.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":29556,"parent":0,"template":"","tags":[],"displeu_category":[],"class_list":["post-29595","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/29595","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29595"},{"taxonomy":"displeu_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/displeu_category?post=29595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}