{"id":29858,"date":"2024-03-06T13:26:27","date_gmt":"2024-03-06T12:26:27","guid":{"rendered":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/article\/lea-melandri-lamore-e-stato-un-velo-per-la-violenza-domestica\/"},"modified":"2024-09-06T16:37:09","modified_gmt":"2024-09-06T14:37:09","slug":"lea-melandri-amore-e-stato-un-velo-per-la-violenza-domestica","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/article\/lea-melandri-amore-e-stato-un-velo-per-la-violenza-domestica\/","title":{"rendered":"Lea Melandri: &#8220;L&#8217;amore \u00e8 stato un velo&#8221; per la violenza domestica"},"content":{"rendered":"\n<p>Lea Melandri (1941) \u00e8 una saggista, scrittrice e giornalista. \u00c8 una figura affermata del femminismo italiano. Il suo ultimo libro \u00e8 <a href=\"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/article\/lea-melandri-amore-e-stato-un-velo-per-la-violenza-domestica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Amore e violenza: The Vexatious Factors of Civilization<\/em><\/a> (Albany: State University of New York Press, 2019). Altri suoi scritti sono disponibili su <a href=\"http:\/\/archiviodilea.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lea&#8217;s Archive<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lea Melandri:&nbsp;<\/strong>Di tutte le forme di dominio che si sono succedute nella storia, quella maschile \u00e8 del tutto particolare in quanto coinvolge le cose pi\u00f9 intime, come la sessualit\u00e0, la maternit\u00e0, i rapporti familiari.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/voxeurop.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/amore-e-violenza-melandri-603x1024.jpg\" alt=\"Amore e Violenza. Il fattore molesto della civilt\u00e0\" class=\"wp-image-2484841\" style=\"width:165px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Gli uomini sono figli di donne: incontrano il corpo di un&#8217;altra persona, quella che li ha generati, nel momento della loro massima dipendenza e impotenza. Quel corpo li tiene in balia per i primi anni della loro vita, attraverso la cura o l&#8217;abbandono. \u00c8 lo stesso tipo di corpo che incontreranno nella loro vita sentimentale adulta, ma in una posizione di potere invertita.<\/p>\n\n\n\n<p> Confinando le donne nel ruolo di madre, gli uomini si sono anche costretti a indossare una maschera di virilit\u00e0 sempre minacciata, a stabilire vincoli ritenuti indispensabili, anche quando non lo sono. Il sogno dell&#8217;amore &#8211; come appartenenza intima a un altro essere, come unit\u00e0 nella coppia, estensione del legame originario tra madre e figlio &#8211; porta in s\u00e9 il rischio di una separazione violenta, legata al bisogno di autonomia di ciascuno.<\/p>\n\n\n\n<p>I ruoli di genere, nella loro complementariet\u00e0 e collocazione gerarchica, danno forma alle relazioni di potere. Allo stesso tempo, spingono verso un ideale, verso una riunione armoniosa di parti inseparabili dell&#8217;essere umano: corpo e mente, sentimenti e ragione. \u00c8 questo confondersi di amore e violenza che, ancora oggi, ostacola la consapevolezza del sessismo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tu&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/lea-melandri\/2014\/11\/25\/la-violenza-sulle-donne-non-e-un-eccezione\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>scrivi<\/strong><\/a><strong>: &#8220;Invece di limitarsi a deplorare la violenza, chiedendo punizioni pi\u00f9 severe per gli aggressori, pi\u00f9 protezione per le vittime, forse sarebbe pi\u00f9 sensato gettare uno sguardo dove non ci piace vedere apparire quella violenza&#8221;. Quali sono queste &#8220;zone&#8221;, questi luoghi della politica e dell&#8217;anima? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Potremmo iniziare da quella che \u00e8 stata la grande &#8220;sfida&#8221;, o rivoluzione, del femminismo degli anni Settanta: la scoperta che per millenni le esperienze pi\u00f9 universali dell&#8217;uomo &#8211; sessualit\u00e0, maternit\u00e0, nascita, morte, legami familiari &#8211; erano state considerate &#8220;non politiche&#8221; e confinate nel &#8220;privato&#8221; e nell&#8217;ordine della &#8220;natura&#8221;. Come tali, erano destinati a rimanere &#8220;permanenze&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli che siamo ancora propensi a considerare &#8220;luoghi dell&#8217;anima&#8221; sono sempre appartenuti alla storia, alla cultura e alla politica. Lo slogan &#8220;il personale \u00e8 politico&#8221; intendeva riconoscere che nelle vite individuali, nelle esperienze personali, cos\u00ec come nella memoria del corpo, ci sono tesori di cultura ancora da scoprire, c&#8217;\u00e8 una storia non scritta, che non si trover\u00e0 in nessun libro di testo o in nessun sapere o linguaggio esistente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in queste &#8220;zone&#8221; al di fuori della sfera pubblica e del discorso, ammantate di pudore e ignoranza o di &#8220;indicibilit\u00e0&#8221;, che la generazione di quell&#8217;epoca cerc\u00f2 le radici della separazione tra politica e sessualit\u00e0, tra i diversi destini di uomini e donne, cos\u00ec come l&#8217;origine di tutti i dualismi: biologia e storia, individuo e societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>&#8220;Un mostro \u00e8 un&#8217;eccezione, una persona per la quale la societ\u00e0 non deve assumersi la responsabilit\u00e0. Ma i mostri non sono malati, sono i figli sani del patriarcato, della cultura dello stupro. Il femminicidio non \u00e8 un crimine passionale, \u00e8 un crimine di potere&#8221;, Elena Cecchettin<\/strong><\/h5>.\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>La prima forma di violenza di cui abbiamo preso coscienza in quegli anni non poteva che essere quella che ho chiamato &#8220;violenza invisibile&#8221; o &#8220;violenza simbolica&#8221;: una rappresentazione maschile del mondo che le donne stesse hanno forzatamente fatto propria, o &#8220;incorporato&#8221;. Non \u00e8 un caso che la vittima parli la stessa lingua dell&#8217;aggressore. Cos&#8217;altro potrebbero fare le donne se non incastrarsi in quei ruoli &#8211; &#8220;madri di&#8221;, &#8220;mogli di&#8221; &#8211; cercando di strappare un po&#8217; di potere e di piacere?\n\n\n\n<p> Siamo stati una generazione che si \u00e8 ribellata alle madri. Erano viste come un canale per la legge dei padri, e uno dei nodi in cui ci siamo trovati a scavare pi\u00f9 duramente \u00e8 stato, non a caso, il rapporto madre\/figlia. Abbiamo scoperto che l&#8217;espropriazione pi\u00f9 violenta che le donne hanno subito \u00e8 stata quella di essere cancellate come &#8220;persone&#8221;, per essere invece identificate con il corpo &#8211; il corpo erotico o il corpo materno &#8211; e ridotte a &#8220;funzioni&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto, avremmo dovuto spalancare le porte della casa e mettere in discussione l&#8217;accoppiamento e i legami familiari in tutta la loro ambiguit\u00e0. Avremmo dovuto portare alla luce del sole la violenza nelle sue forme &#8220;manifeste&#8221;: maltrattamenti, sfruttamento,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/tag\/femicide\/\">femicidio<\/a>. Se abbiamo affrontato il tema della violenza domestica solo molto pi\u00f9 tardi, all&#8217;inizio degli anni Duemila, \u00e8 perch\u00e9 l&#8217;amore ha fatto da velo, anche per chi, come nel mio caso, ha assistito per molti anni alla violenza sulle donne della propria famiglia. Oggi, di fronte a una serie inarrestabile di femminicidi, \u00e8 facile gridare contro il &#8220;mostro&#8221;, chiedere pene pi\u00f9 severe. \u00c8 pi\u00f9 difficile chiedersi se non sia l&#8217;amore &#8211; cos\u00ec come lo abbiamo ereditato, mescolato al potere &#8211; a dover essere messo in discussione. Non \u00e8 un caso che l&#8217;amore sia rimasto un tab\u00f9 anche per il femminismo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il femminismo \u00e8 per certi versi la tragedia finale, ma prima di esso (e anche senza di esso) ci sono state forme di violenza e controllo che si sono affermate in vite amorose &#8220;normali&#8221; e &#8220;felici&#8221;. Come possiamo spiegare che gli uomini che uccidono le donne che amano sono &#8220;<\/strong><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2022\/03\/08\/books\/review\/mona-chollet-in-defense-of-witches.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>figli sani del patriarcato<\/strong><\/a><strong>&#8220;? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo mezzo secolo di teoria e pratica femminista, solo oggi si comincia a parlare di patriarcato come &#8220;fenomeno strutturale&#8221;. \u00c8 stato un grande passo avanti parlare di femminicidi non solo come crimini, come patologie dell&#8217;individuo o come risultato di culture arretrate. Ma resta ancora molto da fare per riconoscere che la violenza &#8220;manifesta&#8221; \u00e8 solo l&#8217;aspetto pi\u00f9 selvaggio e arcaico di una cultura diffusa che \u00e8 diventata la norma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre preferito il termine &#8220;dominio maschile&#8221;, o &#8220;sessismo&#8221;, piuttosto che &#8220;patriarcato&#8221;, forse perch\u00e9 ho esitato ad affrontare l&#8217;ambiguit\u00e0 di un tipo di potere che confondeva il volto di un tenero figlio con quello di un padre padrone. Se gli uomini fossero solo il sesso vincente e sicuro di s\u00e9, non avrebbero bisogno di uccidere; se le donne vedessero solo un assassino nell&#8217;uomo che minaccia la loro vita, non esiterebbero cos\u00ec spesso a denunciare la violenza che subiscono. Oggi gli uomini uccidono perch\u00e9 di fronte alla libert\u00e0 delle donne &#8211; al fatto che non sono pi\u00f9 un corpo a loro disposizione, finora considerato un &#8220;naturale&#8221; privilegio maschile &#8211; gli uomini scoprono la loro fragilit\u00e0 e dipendenza. Nella vita pubblica, insieme agli altri uomini, sono liberi. Ma all&#8217;interno della casa sembrano non aver mai perso quel cordone ombelicale, e sono rimasti essenzialmente figli, anche di mogli o amanti molto pi\u00f9 giovani di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo ora dire che il &#8220;patriarcato&#8221; \u00e8 una visione del mondo che ha plasmato l&#8217;apprendimento e il senso comune, e che nella storia porta l&#8217;impronta di una comunit\u00e0 di soli uomini, ma che le donne stesse hanno interiorizzato. Se \u00e8 diventato la &#8220;normalit\u00e0&#8221;, \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 rimasto a lungo nella sfera &#8220;privata&#8221; e nel quadro di leggi naturali immutabili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei cita il libro di Bourdieu&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/La_Domination_masculine\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Dominazione maschile<\/strong><\/a><strong>, pubblicato nel 1988. Parla dell&#8217;amore come &#8220;la forma suprema, perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 sottile, la pi\u00f9 invisibile forma di violenza simbolica&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prima di leggere Il dominio maschile di Pierre Bourdieu &#8211; un libro che ho amato e recensito nonostante non abbia avuto la diffusione che meritava in Italia &#8211; il tema dell&#8217;amore aveva gi\u00e0 attraversato il mio percorso personale e politico. Alla fine degli anni Settanta, quando l&#8217;attenzione era rivolta in gran parte alla sessualit\u00e0 e all&#8217;omosessualit\u00e0, e alle questioni legate all&#8217;inconscio, mi resi conto di quanto fosse importante per me il bisogno d&#8217;amore &#8211; e anzi di quanto fosse fortemente legato al &#8220;sogno d&#8217;amore&#8221;, quello della fusionalit\u00e0, dell&#8217;intima appartenenza a un altro essere.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio degli anni Ottanta ho iniziato un lungo periodo di studio. Scoprii il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.abebooks.fr\/DIARIO-DONNA-INEDITI-1945-ALERAMO-SIBILLA\/8470090890\/bd\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Diario di una donna<\/em><\/a><em>,<\/em>&nbsp;e avevo una rubrica di &#8220;zia d&#8217;agonia&#8221; su una rivista per adolescenti chiamata &#8220;Ragazza In&#8221;. Erano gli anni in cui ho scritto quello che considero il mio libro pi\u00f9 personale:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.fernandel.it\/catalogo\/collana-laboratorio-fernandel\/647-lea-melandri-come-nasce-il-sogno-d-amore\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&#8220;<em>Come nasce il sogno d&#8217;amore<\/em>&#8220;<\/a>&nbsp;(&#8220;Come nasce il sogno d&#8217;amore&#8221;). In realt\u00e0 avrei dovuto intitolarlo &#8220;Come finisce l&#8217;illusione d&#8217;amore&#8221; &#8211; quel sogno di &#8220;unit\u00e0 in due&#8221; come lo definirebbe Aleramo, quell'&#8221;atto sacrilego dal punto di vista dell&#8217;individualit\u00e0&#8221; &#8211; dopo essere stato inseguito attraverso un numero incalcolabile di &#8220;amori&#8221; ed &#8220;errori&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>&#8220;Oggi, di fronte a una serie inarrestabile di femminicidi, \u00e8 facile gridare contro il &#8220;mostro&#8221;, chiedere pene pi\u00f9 severe. \u00c8 pi\u00f9 difficile chiedersi se non sia l&#8217;amore &#8211; cos\u00ec come lo abbiamo ereditato, mescolato al potere &#8211; a dover essere messo in discussione&#8221;<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Da allora ho scritto spesso del sogno d&#8217;amore come &#8220;violenza invisibile&#8221;, e mi sono chiesta se questa fosse la forza o la debolezza delle donne, se la loro &#8220;schiavit\u00f9&#8221; pi\u00f9 profonda non andasse cercata proprio nel potere di rendersi indispensabili all&#8217;altro, nel rendere la vita &#8220;buona&#8221; per l&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il merito del libro di Bourdieu \u00e8 quello di aver analizzato in profondit\u00e0 le costruzioni di genere &#8211; il maschile e il femminile &#8211; in quelle &#8220;permanenze&#8221; che si trovano nei pi\u00f9 diversi contesti storici e politici, di aver riconosciuto come il dominio maschile sia stato una colonizzazione delle menti, oltre che dei corpi, e, in particolare, di aver interrogato l&#8217;ambiguit\u00e0 del sogno d&#8217;amore. Nell&#8217;ultimo capitolo del libro, Bourdieu si chiede se l&#8217;amore, in quanto fusione, dissoluzione nell&#8217;altro, sia una &#8220;tregua&#8221; &#8211; un'&#8221;oasi&#8221; nella guerra tra i sessi &#8211; o la forma suprema di quella guerra, la forma pi\u00f9 invisibile e insidiosa di &#8220;violenza simbolica&#8221;. Era la stessa conclusione a cui ero giunta nel mio percorso femminista. Che un uomo lo riconoscesse non poteva che farmi piacere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Possiamo parlare di amore in modo diverso? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Penso che le alternative comincino a emergere solo quando si \u00e8 analizzato il male in profondit\u00e0, e in termini di nodo perverso tra amore e violenza. Credo che ci sia ancora molta strada da fare. Di particolare interesse da questo punto di vista \u00e8 il libro di Bell Hooks,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/tutto-sullamore\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Tutto sull&#8217;amore<\/a>, e anche i saggi di Francois Jullien,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/sull-intimita-lontano-dal-frastuono-libro-francois-jullien\/e\/9788860307095\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sull&#8217;intimit\u00e0, Lontano dal Din dell&#8217;amore, Accanto a lei, Presenza opaca, Presenza intima<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa \u00e8 cambiato negli ultimi anni, dopo #MeToo e sulla scia degli eventi attuali? Quando ci siamo sentite al telefono, il dibattito sul&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Murder_of_Giulia_Cecchettin\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>l&#8217;omicidio di Giulia Cecchettin<\/strong><\/a><strong>&nbsp;era fresco, e lei mi ha detto: &#8220;Sento sui giornali il discorso che noi, le femministe, facciamo da anni&#8221;. Che cosa \u00e8 successo?\n\n\n\n<p>Un grande cambiamento \u00e8 arrivato, ancor pi\u00f9 che da #MeToo &#8211; che \u00e8 diventato quasi solo un processo mediatico alle celebrit\u00e0 &#8211; dalle ondate di femminismo pi\u00f9 recenti, a partire dai primi anni 2000. Nel 2007 in Italia c&#8217;\u00e8 stata la prima grande manifestazione, promossa dal gruppo &#8220;Sommosse&#8221;, in cui abbiamo visto striscioni sulla violenza domestica e lo slogan &#8220;L&#8217;assassino ha le chiavi di casa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevano finalmente gettato lo sguardo nella casa di famiglia, nelle relazioni familiari. La violenza che era sempre stata presente, ma nascosta dall&#8217;ambigua questione della privacy, ora appariva allo scoperto. Nel portare il sessismo nel discorso politico, i rapporti nazionali e internazionali sulle cause della morte delle donne contarono molto. Cos\u00ec come la sequenza ininterrotta di femminicidi, purtroppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra cosa importante \u00e8 stata la nascita della rete &#8220;Ni Una Menos&#8221; nel 2017, che ha avuto origine in Argentina. Da allora, ogni anno si tengono grandi manifestazioni l&#8217;8 marzo e il 25 novembre. A queste non \u00e8 mai stato dato il risalto che meritavano.<\/p>\n\n\n\n<p> In questa ultima &#8220;marea&#8221; femminista, ci\u00f2 che mi \u00e8 parso nuovo \u00e8 l&#8217;allargamento del discorso a tutte le forme di dominio: sessismo, classismo, razzismo, colonialismo, ecc. Sono tornate le richieste radicali del femminismo degli anni Settanta, per &#8220;cambiare il s\u00e9 e il mondo&#8221;. La sfida \u00e8 stata quella di partire dal luogo pi\u00f9 lontano dalla politica &#8211; il s\u00e9, l&#8217;esperienza personale &#8211; per investire e &#8220;sconvolgere&#8221; l&#8217;apprendimento e il potere della vita pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p> Pur riconoscendo l&#8217;eredit\u00e0 essenziale di mezzo secolo di femminismo, il salto &#8220;imprevisto&#8221; nella coscienza storica \u00e8 avvenuto in Italia con il femminicidio di&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/it\/stupro-consenso-potere-femminicidio-display-europe-rassegna-stampa\/\">Giulia Cecchettin<\/a>, la studentessa uccisa dall&#8217;ex fidanzato l&#8217;11 novembre 2023. Sono state le parole di Elena, sorella della vittima, e di suo padre Gino Cecchettin, ad aprire una breccia inaspettata nella cultura e nei media italiani, entrambi ancora fondamentalmente maschilisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Piuttosto che essere rinchiusa nell&#8217;intimit\u00e0 di una famiglia danneggiata, questa storia di un ennesimo femminicidio ha visto per la prima volta le porte di casa aprirsi per far uscire idee finora sentite solo nelle manifestazioni femministe. Solo un &#8220;padre&#8221; capace di guardare oltre il suo ruolo genitoriale e di pensarsi &#8220;uomo&#8221; tra gli uomini, con una mascolinit\u00e0 che oggi include la necessit\u00e0 di interrogarsi sulle sue espressioni pi\u00f9 violente, potrebbe eclissare la figura del patriarca, a cui alcuni guardano ancora con malcelato rimpianto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 toccato alle figure del padre e della figlia rompere l&#8217;armatura dei ruoli familiari, mettere in discussione la &#8220;normalit\u00e0&#8221; di pregiudizi atavici che hanno &#8220;privatizzato&#8221; e &#8220;naturalizzato&#8221; i rapporti di potere storici. Le parole della sorella di Giulia sono state di per s\u00e9 un punto di svolta da cui non si pu\u00f2 pi\u00f9 tornare indietro: sono stati gli slogan e le verit\u00e0 gridate da generazioni di femministe uscite per la prima volta da ambiti ristretti e ignorati, per essere ascoltate e riprese nei pi\u00f9 diversi ambiti della vita pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p> &#8220;Un mostro&#8221;, ha detto Elena, &#8220;\u00e8 un&#8217;eccezione, una persona per la quale la societ\u00e0 non deve assumersi la responsabilit\u00e0. Ma i mostri non sono malati, sono i figli sani del patriarcato, della cultura dello stupro. Il femminicidio non \u00e8 un crimine passionale, \u00e8 un crimine di potere. Abbiamo bisogno di un&#8217;educazione sessuale ed emotiva diffusa, dobbiamo insegnare che l&#8217;amore non \u00e8 possesso&#8221;<\/p>.\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il movimento #MeToo e l&#8217;attivismo femminista in tutto il mondo hanno riportato l&#8217;attenzione su uno degli slogan storici del femminismo: &#8220;Il personale \u00e8 politico&#8221;. Come si pu\u00f2 parlare di femminicidio e di patriarcato senza tenere conto della potente relazione &#8211; anche strutturale &#8211; tra amore e violenza? La saggista italiana Lea Melandri in conversazione con Francesca Barca.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":29831,"parent":0,"template":"","tags":[],"displeu_category":[],"class_list":["post-29858","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/29858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29831"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29858"},{"taxonomy":"displeu_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/displeu_category?post=29858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}