{"id":34113,"date":"2024-03-28T12:37:36","date_gmt":"2024-03-28T11:37:36","guid":{"rendered":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/?post_type=article&#038;p=34113"},"modified":"2024-09-06T16:35:56","modified_gmt":"2024-09-06T14:35:56","slug":"visegrad-quattro-sopravvissuti-non-sopravvissuti-alla-discordia","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/article\/visegrad-quattro-sopravvissuti-non-sopravvissuti-alla-discordia\/","title":{"rendered":"Visegr\u00e1d Quattro: Sopravvivere, non prosperare, in mezzo alla discordia"},"content":{"rendered":"\n<p>Concepito all&#8217;indomani della fine del comunismo come canale di collaborazione per l&#8217;Europa centrale, il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.visegradgroup.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Gruppo Visegr\u00e1d<\/a>, che comprende la&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/it\/country\/czech-republic\/\">Repubblica Ceca<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/slovakia-en\/\">Slovacchia<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/Poland\/\">Polonia<\/a>, e&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/hungary-en\/\">Ungheria<\/a>, con l&#8217;obiettivo di tessere queste nazioni nell&#8217;arazzo euro-atlantico. Ora, il quartetto sembra biforcarsi, come per la formula V4 = V2 + V2, diviso dalle loro strategie nei confronti dell&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/tag\/war-in-ukraine\/\">aggressione della Russia in Ucraina<\/a>. I cechi e i polacchi sono favorevoli agli aiuti militari, mentre Ungheria e Slovacchia sostengono che, a loro avviso, un maggior numero di armi non risolver\u00e0 il conflitto. Lo scisma all&#8217;interno del Gruppo ha raggiunto un livello tale che si \u00e8 parlato di una rottura de facto.<\/p>\n\n\n\n<p> Tuttavia, all&#8217;indomani del vertice del Gruppo di Visegrad, convocato a Praga lo scorso febbraio in un clima di palpabile tensione, nel panorama mediatico dell&#8217;Europa centrale \u00e8 emerso un consenso, che trascende le divisioni regionali e politiche, sul fatto che l&#8217;alleanza resiste e deve continuare a collaborare. Scrivendo su&nbsp;<strong><em>Pravda<\/em><\/strong>, il pensatore politico slovacco&nbsp;<strong>Tomas Strazay<\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/nazory.pravda.sk\/analyzy-a-postrehy\/clanok\/701385-fantomovy-vysehrad\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dispinge<\/a>&nbsp;lo spettro della scomparsa del V4, affermando che il conclave dei primi ministri non ha segnato la fine dell&#8217;iniziativa di 33 anni come alcuni avevano previsto. Il V4, dopo tutto, &#8220;non ha mai aspirato ad essere un&#8217;entit\u00e0 regionale monolitica, che canta in coro&#8221;<\/p>.\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio la mancanza di istituzioni rigide che conferisce al gruppo la latitudine di intrattenere una pluralit\u00e0 di punti di vista, anche su questioni di importanza strategica&#8221;. Proprio questa assenza di uniformit\u00e0 permette coalizioni pragmatiche su fronti ritenuti reciprocamente vantaggiosi &#8211; si pensi, ad esempio, al sostegno all&#8217;agricoltura, all&#8217;energia o alle migrazioni. Facendo eco a questo sentimento, <strong>&nbsp;Ivan Hoffman<\/strong>, in una colonna adiacente a&nbsp;<strong><em>Pravda<\/em><\/strong>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/nazory.pravda.sk\/dnes-pise\/clanok\/701279-zbytocny-visegrad-ktory-je-skoda-rusit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">caratterizza<\/a> il V4 come un conclave di Stati dell&#8217;Europa centrale, &#8220;legati non tanto da legami economici o da ambizioni politiche condivise, quanto da una memoria collettiva dell&#8217;esistenza dietro la cortina di ferro, una fratellanza di nazioni unite da destini geopolitici affini sulla frangia orientale dell&#8217;Occidente&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Anticipando un funerale a Praga, \u00e8 emersa la rinascita del V4&#8221;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.magyarhirlap.hu\/kulfold\/20240305-temetni-mentek-pragaba-de-vegul-megis-csak-feltamadt-a-v4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">heralds<\/a>&nbsp;un titolo del quotidiano conservatore ungherese,&nbsp;<strong><em>Magyar H\u00edrlap<\/em><\/strong><em>,<\/em>&nbsp;che accompagna un&#8217;intervista ad&nbsp;<strong>\u00c1gnes Vass,<\/strong>&nbsp;direttore di ricerca dell&#8217;Istituto ungherese per gli affari esteri. Vass sostiene che il tallone d&#8217;Achille del blocco, ma anche la sua risorsa pi\u00f9 formidabile, \u00e8 la sua malleabilit\u00e0 &#8211; una caratteristica che, nonostante le voragini scavate dalla crisi ucraina, sancisce ancora il consenso pragmatico in ambiti come l&#8217;energia e la migrazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Martin Ehl<\/strong>&nbsp;di&nbsp;<strong><em>Hospod\u00e1\u0159sk\u00e9 noviny<\/em><\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/archiv.hn.cz\/c1-67299100-za-vsim-hledej-ukrajinu-jak-visegrad-prezil-a-jak-fico-pomohl-macronovi-udelat-dlouhy-nos-na-scholze\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">offre<\/a>&nbsp;una diagnosi simile da Praga: &#8220;Il Gruppo di Visegrad non sta morendo, come qualcuno potrebbe immaginare, ma si \u00e8 appena ricalibrato verso l&#8217;approccio forse pi\u00f9 pragmatico dei suoi tre decenni di vita&#8221;. Dopo il vertice, i primi ministri del Gruppo si sono affrettati a respingere qualsiasi voce, affermando il potenziale di Visegrad come potente blocco di difesa all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Le quattro nazioni trovano un raro accordo su un dilemma che minaccia di suscitare future discordie in tutta l&#8217;Europa centrale: l&#8217;afflusso di prodotti ucraini a basso prezzo. \u00c8 una questione che risuona nel presente, tra&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/agro-industrial-oligarchy-sustainable-agriculture-european-farmer-protests\/\">proteste agrarie<\/a>, e getta una lunga ombra sul quadro finanziario dell&#8217;Unione Europea,&nbsp;<a href=\"https:\/\/european-union.europa.eu\/institutions-law-budget\/budget\/spending_en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dove un terzo abbondante del bilancio alimenta il settore agricolo.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Sulle pagine del quotidiano polacco di riferimento, <strong>&nbsp;<em>Rzeczpospolita<\/em><\/strong>, il politologo&nbsp;<strong>Tomasz Kubin&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/www.rp.pl\/opinie-polityczno-spoleczne\/art39936941-tomasz-kubin-nie-zabijajmy-grupy-wyszehradzkiej-moze-sie-jeszcze-bardzo-przydac\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">espouses<\/a>&nbsp;una posizione altrettanto utilitaristica, scrivendo un messaggio intitolato &#8220;Non uccidiamo il Gruppo di Visegrad: potrebbe ancora rivelarsi molto utile&#8221;.&#8221; Egli sostiene la necessit\u00e0 di un &#8220;congelamento&#8221; delle attivit\u00e0 del V4 piuttosto che di un completo stop. Kubin sostiene che l&#8217;alleanza potrebbe essere un attore significativo nei dibattiti sulle riforme dei trattati dell&#8217;UE o nelle trattative diplomatiche con le nazioni al di fuori del suo ambito, spesso condotte nel formato allargato &#8220;V4+&#8221;. Kubin sottolinea la praticit\u00e0 del rilancio di un quadro esistente rispetto al laborioso compito di assemblare una nuova coalizione dalle fondamenta.<\/p>\n\n\n\n<L'amministrazione ungherese, con un'inclinazione al nazionalismo e dopo aver emanato l'anno scorso una <a href=\"https:\/\/www.euronews.com\/2023\/12\/13\/hungary-passes-controversial-law-protecting-national-sovereignty\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">legislazione<\/a> &#8211; presumibilmente in spregio alle norme dell&#8217;UE &#8211; per proteggersi dalle ingerenze politiche straniere, \u00e8 pronta a cedere una fetta della sua sovranit\u00e0 a Pechino, autorizzando i poliziotti cinesi a calcare il suolo ungherese in veste ufficiale.<strong><em>Vil\u00e1ggazdas\u00e1g<\/em><\/strong>, un quotidiano economico di Budapest, <a href=\"https:\/\/www.vg.hu\/kozelet\/2024\/03\/hivatalos-kinai-rendorok-is-jarorozhetnek-magyarorszagon-es-ebben-nincs-semmi-kulonos\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;non trova&nbsp;<\/a> alcun motivo di allarme, inquadrando la collaborazione con la polizia come una manna per rafforzare la sicurezza nei punti caldi del turismo durante l&#8217;alta stagione e in occasione di raduni di massa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il settimanale&nbsp;<strong><em>Heti Vil\u00e1ggazdas\u00e1g<\/em><\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/hvg.hu\/gazdasag\/20240310_es-akkor-gazdasagi-osszefoglalo-orban-viktor-kinai-rendorok-god-akkumulatorgyar-farkasok-mohu\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">strike<\/a>&nbsp;una nota pi\u00f9 dissonante, diffidando delle implicazioni che si estendono oltre la mera salvaguardia dei turisti. Il giornale sottolinea la preoccupazione che il mandato di questi agenti comprenda anche la sorveglianza della comunit\u00e0 cinese locale e della forza lavoro asiatica nelle fiorenti fabbriche di batterie cinesi che punteggiano il paesaggio ungherese. Per anni la rivista&nbsp;<a href=\"https:\/\/hvg.hu\/itthon\/20221101_kinai_rendorors_budapest\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha denunciato<\/a>&nbsp;il funzionamento surrettizio delle cosiddette &#8220;stazioni di servizio&#8221; in almeno tre citt\u00e0 ungheresi &#8211; stabilimenti che, secondo gli attivisti, sono in realt\u00e0 avamposti della polizia cinese che esercitano pressioni sulla diaspora.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Altre scelte<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ue e neutralit\u00e0 dell&#8217;Austria<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Ralph Janik |&nbsp;<\/strong><strong><em>Die Presse<\/em><\/strong><strong>&nbsp;| 13 marzo | DE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p> All&#8217;ombra delle incursioni ucraine della Russia,&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/finland\/\">Finlandia<\/a>&nbsp;e&nbsp;<a href=\"https:\/\/voxeurop.eu\/en\/country\/sweden-en\/\">Svezia<\/a>&nbsp;hanno messo da parte la loro storica neutralit\u00e0 per unirsi ai ranghi della NATO, a testimonianza dei nervi nordici logorati dalla belligeranza di Mosca. L&#8217;Austria, incastonata tra le nazioni della NATO, sembra un&#8217;isola di distacco. La mossa del Cremlino ha scarsamente scosso le piume politiche della repubblica alpina, n\u00e9 ha stimolato una rivalutazione della sua posizione neutrale nell&#8217;odierno teatro geopolitico.\n\n\n\n<p><strong>Ralph Janik<\/strong>, ricercatore di diritto internazionale che scrive per&nbsp;<strong><em>Die Presse<\/em><\/strong>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.diepresse.com\/18268886\/eu-und-neutralitaet-beistand-oder-kein-beistand\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">fa notare<\/a>&nbsp;che l&#8217;adesione dell&#8217;Austria all&#8217;UE la coinvolge nel&nbsp;<a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/funding-tenders\/find-funding\/eu-funding-programmes\/common-foreign-and-security-policy_en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Politica estera e di sicurezza comune<\/a>&nbsp;web, in qualche modo in contrasto con l&#8217;affermazione del ministro della Difesa Klaudia Tanner di non intervenire in caso di attacco a un alleato dell&#8217;UE. La neutralit\u00e0, pur non essendo stata negata, si \u00e8 trasformata: l&#8217;Austria mantiene la prerogativa di eludere alcune azioni dell&#8217;UE, come il finanziamento delle armi ucraine. Tuttavia, l&#8217;adesione all&#8217;UE amplia il margine di manovra diplomatico di Vienna. Il marchio di neutralit\u00e0 dell&#8217;Austria \u00e8 diventato un ibrido sfumato: flessibile, ma vincolato alle azioni collettive dell&#8217;UE. Potrebbe, se lo volesse, estendere il sostegno militare, in un gesto di solidariet\u00e0 piuttosto che di neutralit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La stampa dell&#8217;Europa centrale di questo mese, recensita in collaborazione con Display Europe, evidenzia la crescente spaccatura tra i Quattro di Visegr\u00e1d (V4), l&#8217;invito dell&#8217;Ungheria alla polizia cinese e l&#8217;ansia dell&#8217;Austria per la neutralit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34062,"parent":0,"template":"","tags":[],"displeu_category":[],"class_list":["post-34113","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/34113","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34062"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34113"},{"taxonomy":"displeu_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archive.displayeurope.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/displeu_category?post=34113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}